Il portapacchi torna protagonista
Restrap lancia il nuovo Switch Rack
Il marchio britannico specializzato in borse da bikepacking presenta un sistema modulare per il trasporto sul posteriore della bicicletta, segnale di un cambio di tendenza che arriva anche dai grandi eventi internazionali.
Ci sono momenti in cui il mercato dei materiali ciclistici compie un giro completo su sé stesso, e quello che sembrava superato ritorna con prepotenza sulla scena. È questo il caso del portapacchi posteriore, accessorio considerato da molti bikepackers della nuova generazione come un retaggio del cicloturismo old-school, e che invece negli ultimi mesi ha ripreso quota in modo evidente.
A lanciare il segnale più chiaro in questa direzione è Restrap, il marchio con sede nello Yorkshire specializzato in attrezzatura da bikepacking. L’azienda ha presentato il nuovo Switch Rack, un portapacchi posteriore leggero progettato espressamente per il bikepacking, frutto di oltre due anni di sviluppo.
Il prezzo di listino è fissato a 124.99 per il rack principale, che costituisce il modulo centrale di un sistema pensato per essere espanso con una serie di accessori dedicati: borse laterali a 79.99, il supporto Rack Cage a 39.99, le staffe Multi Mount a 14.99 e l’adattatore UDH a 19.99. Un ecosistema articolato, insomma, pensato per adattarsi a diverse esigenze di carico e tipologie di bicicletta.
Un dato che vale più di mille parole
Il ritorno del portapacchi non è soltanto una questione di novità di prodotto: è un fenomeno confermato dai numeri delle gare. Uno sguardo al recente reportage fotografico pubblicato da Bikepacking.com sulle biciclette in gara alla Atlas Mountain Race 2026 è illuminante: su 50 biciclette fotografate, i portapacchi superano nettamente le selle con borsa posteriore con un rapporto di 31 a 17. Un dato che chiude il dibattito, almeno per quanto riguarda gli eventi di lungo raggio su terreno impegnativo.
Molti dei portapacchi avvistati alla Atlas Mountain Race recano il marchio Tailfin, che negli ultimi anni ha tenuto viva la tradizione del rack con i propri sistemi in carbonio e alluminio di alto profilo. È verosimile che Restrap abbia posizionato il proprio Switch Rack proprio in risposta a questa concorrenza diretta.
Va detto che c’è chi non ha mai smesso di credere nel portapacchi: Tubus, storico produttore tedesco di portapacchi, non ha mai abbandonato questo segmento di mercato. Come Ortlieb, ha attraversato le mode senza accusare il colpo, forte di una clientela fedelissima composta da cicloturisti e commuters. La moda passa, l’utilità resta.
Borse o portapacchi: la risposta dipende dal contesto
La risposta alla domanda “borse da sella o portapacchi?” non è universale, ma dipende in modo significativo dalla disciplina e dalle condizioni di utilizzo.
Per terreni tecnici come quelli della Atlas Mountain Race o per eventi in stile MTB, il portapacchi offre vantaggi concreti in termini di stabilità, capacità di carico e punti di attacco aggiuntivi per le borracce — un dettaglio tutt’altro che secondario su telai mountain bike spesso privi di sufficienti attacchi portaborraccia.
Per il gravel e il cicloturismo su asfalto o sterrato leggero, la valutazione è più equilibrata. Se il volume di carico necessario è gestibile con una borsa da sella di buona qualità, aggiungere un portapacchi significa semplicemente portarsi a casa del peso in più. Le migliori borse da sella sul mercato — e quelle di Restrap sono fra le più apprezzate — hanno ormai risolto i problemi di oscillazione laterale e cedimento che affliggevano i modelli di prima generazione.
Il dettaglio che non ti aspetti
Lo Switch Rack ha una particolarità che difficilmente troverete elencata nelle schede tecniche ufficiali: il supporto Rack Cage integra un apribottiglia. Un dettaglio che strappa il sorriso, ma che la dice lunga sulla filosofia di Restrap: attrezzatura tecnica con un occhio alla cultura del bikepacking, fatta di soste impreviste, sentieri polverosi e birre meritata a fine giornata.








