Il paradosso dei cibi ultraprocessati
Gel e barrette ci stanno avvelenando?
Ciao a tutti amici di gravelnews.it! Qui è la vostra redazione, sempre in sella e sempre attenta a quello che succede nel mondo della tecnologia, dei materiali e, naturalmente, della nutrizione per il ciclismo.
Oggi vogliamo affrontare un tema che sta facendo molto discutere nelle ultime settimane, partendo da un’interessante analisi pubblicata dai colleghi di Cycling Weekly a firma di Anita Bean: il paradosso dei cibi ultra-processati (UPF) nello sport.
Qui sotto trovate il link all’articolo originale: https://www.cyclingweekly.com/fitness/ultra-processed-paradox
Sappiamo tutti che la tendenza attuale è quella di evitare i cibi pronti, confezionati e ricchi di additivi. Ma cosa succede quando quegli stessi “cibi cattivi” sono esattamente ciò che ci permette di finire una marathon in MTB, un’uscita endurance su strada o una gara gravel da 200 km?
Ecco la nostra rielaborazione dell’articolo “The Ultra-Processed Paradox”.
Il Paradosso degli Ultra-Processati: Gel e Barrette ci stanno avvelenando?
Negli ultimi tempi, il termine “ultra-processato” è diventato il nemico pubblico numero uno della salute. Studi scientifici collegano il consumo di questi alimenti a malattie cardiovascolari, diabete e obesità.
Tuttavia, per noi ciclisti, c’è un grosso “MA”.
I gel, le bevande isotoniche e le barrette energetiche che utilizziamo abitualmente rientrano tecnicamente nella definizione di cibi ultra-processati.
Quindi, stiamo compromettendo la nostra salute per migliorare la nostra performance?
Cos’è un alimento ultra-processato (UPF)?
Secondo la classificazione NOVA (il sistema più usato per categorizzare i cibi in base al grado di lavorazione), gli UPF sono formulazioni industriali che contengono sostanze estratte dai cibi (grassi idrogenati, amidi modificati) o sintetizzate in laboratorio (aromi, coloranti, emulsionanti).
Se guardate il retro di un gel energetico, troverete maltodestrine, fruttosio, conservanti e aromi. Bingo: è un UPF da manuale.
L’eccezione dell’atleta
Il paradosso evidenziato da Cycling Weekly sta nel tempismo e nello scopo. Il problema dei cibi ultra-processati nella dieta comune è che sono poveri di nutrienti e portano a un consumo eccessivo di calorie “vuote”. Ma per un ciclista impegnato in uno sforzo intenso, la priorità non è la fibra o la vitamina (che rallenterebbero la digestione), ma il glucosio immediato.
Efficienza Metabolica: Durante una gara gravel o un’uscita di bikepacking spinta, il corpo ha bisogno di carboidrati a rapido assorbimento per evitare il “buco”. I gel sono progettati esattamente per questo: minimizzare lo sforzo gastrointestinale e massimizzare l’energia.
Nessun eccesso calorico: A differenza di chi mangia merendine sul divano, il ciclista “brucia” quegli zuccheri istantaneamente. Non c’è un picco insulinico dannoso perché i muscoli stanno reclamando quel carburante come una fornace.
Quando diventa un problema?
L’articolo avverte però di non cadere nell’eccesso opposto. Il rischio non è il gel durante la scalata del Mortirolo, ma l’abuso di questi prodotti fuori dall’allenamento.
Se la vostra colazione è una barretta proteica ultra-processata e la vostra cena è un preparato pronto perché “tanto vado in bici”, allora state entrando nella zona di rischio.
La base della dieta del ciclista deve rimanere il cibo “vero” (cereali integrali, frutta, verdura, legumi), lasciando i prodotti tecnici esclusivamente per il durante e il post sforzo immediato.
Il consiglio di gravelnews.it
Noi che amiamo il gravel e il bikepacking sappiamo che a volte una banana o un panino con la marmellata possono fare miracoli, ma non possiamo ignorare la praticità e l’efficacia della moderna integrazione.
La nostra filosofia?
In sella: Usate pure la tecnologia alimentare (gel e polveri) per sostenere le vostre performance, specialmente se l’intensità è alta.
Giù dalla sella: Tornate alle origini. Prediligete cibi integrali e non lavorati per riparare i tessuti e mantenere il sistema immunitario forte.
In conclusione, non abbiate paura dei gel, ma non rendeteli la base della vostra piramide alimentare.
Il segreto, come sempre, sta nell’equilibrio tra scienza e natura!




