Per la prima volta nella sua storia il Campionato del Mondo gravel UCI lascia l’Europa. Il 10 e l’11 ottobre l’appuntamento è a Nannup, nel sud-ovest dell’Australia Occidentale, dove le donne élite correranno sabato 10 su 123,1 km e gli uomini domenica 11 su 140,7 km. Lo sterrato supera l’80% del tracciato. Il dislivello complessivo è di 3.625 metri per gli uomini e 3.100 per le donne.
La regione australia è la mecca del gravel. Il clima è favorevole e le strade bianche, curatissime sono lunghissime ed articolate. Il territorio è molto collinare, con un’altimetria simile a quella della Liegi-Bastogne-Liegi.
Una scelta maturata negli anni
L’assegnazione dell’evento all’Australia Occidentale risale al 2022, quando nacque la UCI Gravel World Series. Quell’anno la SEVEN Gravel Race, in programma dal 2018 proprio a Nannup, figurava tra i primi e più importanti appuntamenti del calendario. Quella corsa è servita da laboratorio. Gli organizzatori hanno mantenuto il quartier generale di Nannup e, per quanto possibile, lo spirito della SEVEN, tra strade bianche, sentieri forestali e campi coltivati della Blackwood Valley.
La novità riguarda il pubblico. Per rendere la gara più accessibile agli spettatori è stato inserito un tratto attorno al paese, che offre diversi punti di osservazione prima del ritorno sulla linea d’arrivo. Il percorso, presentato ad aprile, è stato provato in occasione della SEVEN del 16 maggio.
Tre blocchi separati
La gara si articola in tre parti. Ciascuna è divisa dalla successiva da un tratto più pianeggiante, su asfalto o su sterrato in ottime condizioni, che concede ai corridori una pausa dalla salita continua.
L’avvio e la prima selezione
I primi 15 km sono quasi piatti, con nove chilometri di asfalto prima della svolta a sinistra sullo sterrato. Segue un blocco di circa 30 km impegnativi con 1.000 metri di dislivello. La prima asperità è Killarney Road, ma il vero banco di prova è Brockman, 2,4 km con pendenza media dell’8,2%. Dopo una breve discesa e il primo ristoro arrivano altri strappi più brevi, Shale Hill e Maidment. Per Gallagher è qui che si formerà una selezione evidente.
Intorno al km 45 inizia una lunga discesa. Con circa 14 km tra discesa e pianura, il direttore di gara prevede che il gruppo di testa possa ingrossarsi.
Il blocco centrale
Dopo il secondo ristoro gli uomini affrontano un anello supplementare di poco meno di 20 km, che aggiunge la salita di Arcadia, 2,7 km al 7,5%. Poi si ricongiungono al tracciato delle donne. Poco più avanti si trova Ellis Creek, 2 km al 9,1%.
Tra il km 60 e il km 100 della prova maschile ci sono due salite lunghe e dure. A renderle più selettive è l’assenza di discesa dopo lo scollinamento. Il profilo è a dente di sega e non a triangolo, quindi chi attacca deve continuare a spingere anche in vetta. Chi resta dietro potrà provare a rientrare solo nella discesa e nel tratto pianeggiante che inizia a meno di 40 km dall’arrivo.
L’anello finale attorno a Nannup
Quando i corridori sono quasi tornati al punto di partenza, dopo un rientro su asfalto ondulato, devono svoltare a sinistra per un anello di 24 km attorno al paese. La sezione si apre con una delle salite più dure della gara, soprattutto per le energie già spese. Il libretto della SEVEN la indica in 2,4 km con pendenza media del 4,8%, ma il dato non rende l’idea. A metà c’è un tratto più facile, poi la strada si inasprisce nell’ultimo chilometro circa. Non c’è discesa in cima, solo un falsopiano dove bisogna restare sui pedali. Il punto si trova a circa 20 km dal traguardo qui si vince o si perde.
L’anello propone altri strappi brevi e secchi. L’ultimo sforzo è Lindsay Road, 2,36 km al 2,6% una lunga rampa molto dura. Si sale allo scoperto, senza ripari, quindi nessuno può nascondersi agli inseguitori. Dopo lo scollinamento c’è circa un chilometro di discesa, poi gli ultimi 2,4 km quasi piatti portano al traguardo, su una larga strada asfaltata dove aspetta la maglia iridata.
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