Il gravel conquista la Tirreno Adriatico
Lo sterrato di San Gimignano spaventa il gruppo
“È una tappa da classifica generale.” Con queste parole Antonio Tiberi sintetizza la posta in gioco nella seconda frazione della Tirreno-Adriatico 2026, che martedì 10 marzo porterà il gruppo da Camaiore a San Gimignano su un percorso di 206 chilometri.
A poco più di 48 ore dalla battaglia sulle strade bianche senesi, il ciclismo WorldTour torna a fare i conti con il gravel. La Tirreno-Adriatico 2026 non prevede arrivi in vetta, ma ha costruito le sue insidie attraverso difficoltà continue e selettive. La più temuta è un settore sterrato di 5,2 chilometri posizionato a soli 6,8 km dall’arrivo — con l’ingresso sul gravel nel finale che trasforma quello che potrebbe sembrare un dettaglio tecnico in un autentico crocevia di classifica.
Il tracciato del settore inizia con un chilometro in salita, poi la strada non asfaltata si conclude a 1,5 km dal traguardo. Da lì, la strada si impenna verso il centro medievale di San Gimignano, con una curva a forcina finale che aggiunge ulteriore imprevedibilità a un finale già di per sé nervoso.
Tiberi (Bahrain Victorious), reduce da una cronometro di apertura che lo ha confermato tra i candidati alla generale, non nasconde i rischi: “Ho studiato il gravel e il finale in allenamento, è un arrivo molto tecnico e anche veloce. Dopo il gravel il traguardo è vicinissimo. L’ingresso sullo sterrato è in salita e c’è anche una curva stretta, dove è facile scivolare e cadere.”
Anche Magnus Sheffield (INEOS Grenadiers) ha analizzato la situazione con lucidità. L’americano, assente a Strade Bianche, ha dichiarato di attendere con interesse la prova sullo sterrato toscano, ma ha messo il dito su un aspetto spesso sottovalutato: “La strettezza degli ultimi sette chilometri rende la situazione più pericolosa per i corridori di classifica rispetto al gravel in sé. In molti stanno chiedendo informazioni sul settore, e questo crea ulteriore tensione e nervosismo. Ci saranno anche comunicazioni dalle ammiraglie, quindi sarà una battaglia per le posizioni.”
Wout van Aert (Visma-Lease a Bike) ha adottato un approccio metodico. Il belga ha scelto di partire in anticipo nella cronometro inaugurale per recuperare energie in vista del resto della settimana, e ha già effettuato una ricognizione del settore sterrato e dell’arrivo, probabilmente prima di Strade Bianche, durante una permanenza nelle vicinanze di San Gimignano. “Aspetto la tappa con il gravel con entusiasmo. Durante la ricognizione lo sterrato era molto sciolto, il che lo rende piuttosto impegnativo. Spero di poter lottare per la vittoria”, ha dichiarato ai media fiamminghi.
Filippo Ganna, leader della corsa con 22 secondi di vantaggio dopo il successo nel cronoprologo di Lido di Camaiore, ha ammesso di non aver dedicato grande attenzione alla pianificazione del settore sterrato. Nonostante non abbia dichiarato obiettivi di classifica per questa Tirreno-Adriatico, il campione italiano di INEOS Grenadiers sarà inevitabilmente chiamato a difendere la maglia di leader davanti alle telecamere di tutto il mondo.
La tappa 2 percorre i 206 km da Camaiore, a nord di Lucca, fino al borgo medievale di San Gimignano, nel cuore delle colline toscane. Il profilo è sostanzialmente pianeggiante per la prima metà, ma negli ultimi 70 km il tracciato diventa ondulato su strade di campagna. È proprio in questo contesto che il settore sterrato acquisisce un peso determinante: breve, tecnico, nervoso, e posizionato nel momento peggiore per chi vuole arrivare integro all’arrivo.
Un’ulteriore conferma di come il gravel abbia ormai conquistato uno spazio strutturale nel calendario WorldTour, non più come elemento di colore ma come fattore tattico capace di ridisegnare la classifica generale.



