Vent’anni dopo l’esperienza nella Coppa del Mondo di downhill, Honda torna alla mountain bike. Lo fa con una bici elettrica a pedalata assistita. La RN0, presentata in prima mondiale a EICMA 2026 a Milano, è la prima e-MTB di fascia alta del marchio giapponese. È stata sviluppata insieme al costruttore tedesco ROTWILD ed è la prima bici a montare il nuovo motore Shimano, di cui il marchio non ha ancora comunicato ufficialmente il nome. Non c’è il cambio integrato che aveva reso famosa la RN01 da discesa. Al suo posto c’è una trasmissione elettronica Shimano Di2 con cambiata automatica.
Dalla RN01 alla RN0: cosa dice Honda
Honda ricorda nella documentazione ufficiale di aver lavorato sulla mountain bike negli anni Duemila. Secondo la casa, nel 2005 la RN01 vinse la classifica generale della Coppa del Mondo UCI di downhill. Dopo quella stagione l’azienda non ha più prodotto mountain bike. Oggi rientra nel settore con un prodotto molto diverso e con il motto “New Terrain, Same Dream”, che accompagna tutta la comunicazione del lancio.
Secondo Honda, la sigla RN0 unisce due idee: “Ride Natural”, cioè il legame con la natura, e “Reach New Peaks”, cioè la ricerca di nuovi traguardi. È una spiegazione da comunicato. Più concreto è il percorso pubblico del progetto. Il prototipo si è visto per la prima volta a settembre al Sea Otter Europe di Girona, esposto accanto alla storica RN01 G-Cross. Allora l’arrivo sul mercato era stato annunciato per il 2027. Il debutto a EICMA, il salone milanese della moto, mostra bene a chi si rivolge Honda in questa prima fase.
Telaio, sospensioni e geometria
Il telaio è una monoscocca in carbonio ad alto modulo. Visto di lato ha una forma a Y, che riprende in modo esplicito l’architettura delle moto. Dietro c’è un monocross a singolo fulcro con leveraggio, che Honda chiama “gull-arm” o “Gullwing”. Il comunicato europeo spiega che il telaio nasce da una base ROTWILD ed è stato confrontato con le principali e-MTB premium del mercato. Del marchio tedesco sono anche manubrio, attacco e il forcellino intercambiabile opzionale, in alternativa al SRAM UDH.
Le ruote sono in configurazione mullet: 29 pollici davanti e 27,5 dietro, con cerchi DT Swiss H1900 e pneumatici Schwalbe Albert da 2,5 pollici. La forcella è una Fox 36 Float Factory Kashima da 160 mm. Dietro lavora un ammortizzatore Fox Float X Factory, con 145 mm di escursione secondo la scheda tecnica di Honda Motor Europe. I freni sono Shimano XT a quattro pistoncini, con dischi da 203 mm davanti e dietro. Il reggisella telescopico è un Crankbrothers Highline 3, con escursione di 125, 150 o 170 mm a seconda della taglia.
La geometria è la stessa nelle tre taglie disponibili, S, M e L. L’angolo di sterzo è di 65 gradi, quello sella di 76,5 gradi. Il carro posteriore misura 442 mm e il movimento centrale è a 345 mm da terra. Il reach va da 430 a 480 mm, il passo da 1.201 a 1.259 mm. Per le taglie M e L un kit di serie sterzo opzionale permette di variare l’angolo di sterzo di 0,6 gradi e il reach di 5 mm. Honda dichiara un carico massimo ammesso di 130 kg.
Il nuovo motore Shimano: cosa è confermato
Per molti appassionati la notizia più importante non è il marchio sul tubo obliquo. È l’unità motrice. Honda la descrive come un nuovo motore Shimano, più compatto e leggero dell’attuale EP801. Dichiara una coppia massima di 100 Nm e una potenza di picco di 750 W, contro gli 85 Nm del modello precedente, con un peso di 2,3 kg. Secondo il comunicato europeo il motore assiste fino a una cadenza di 160 pedalate al minuto, contro le 120 della generazione precedente. La batteria Shimano è rimovibile, da 720 Wh e lavora a 43,2 volt.
Shimano non ha ancora comunicato il nome commerciale del motore. In rete circola la sigla EP810, ma nessun documento ufficiale l’ha confermata. Bikerumor parla di una nuova versione dell’EP8.
Tra le funzioni annunciate ci sono l’assistenza automatica, che regola la spinta in base alla pendenza e alla forza sui pedali, e la cambiata automatica, che sceglie il rapporto per mantenere la cadenza. C’è anche una funzione che prolunga per un attimo la spinta dopo che si smette di pedalare. Il gruppo è uno Shimano Deore XT Di2 a 12 velocità con cassetta 10-51. Nel tubo orizzontale è integrato un display a colori da 2,2 pollici con porta USB-C. Tramite l’app Shimano si possono regolare le impostazioni e bloccare o sbloccare l’elettronica.
Il peso: due comunicati Honda, due numeri
Sul peso le fonti ufficiali non coincidono. La newsroom globale di Honda indica circa 24 kg, e lo stesso valore riportano le testate che hanno provato la bici. Il comunicato di Honda Motor Europe parla invece di poco più di 23 kg e, in un altro punto, di 23,5 kg. Nessuna delle due fonti dice a quale taglia si riferisce il dato. Finché il peso non verrà misurato su una bici di serie, è meglio considerare la fascia tra 23,5 e 24 kg.
Le prime prove su strada
Le prime prove pubblicate dalla stampa specializzata sono state fatte su bici di pre-serie. Il giudizio è positivo con qualche riserva. Viene descritta come una bici dalla guida agile e intuitiva, sospensioni ben bilanciate e una buona luce da terra per i pedali in salita. Si segnala però un’erogazione brusca e un’assistenza che continua troppo a lungo nella modalità più potente, una batteria pesante e un movimento centrale alto che in discesa fa sentire il pilota poco “dentro” la bici. Rilevati anche rumori di vibrazione dalla zona del motore, attribuiti allo stato di pre-produzione.
Da Bikerumor viene considerata una e-MTB capace, adatta a far contenti gli appassionati del marchio. Ma si dubita che possa conquistare i rider più esigenti del mondo e-enduro.
Prezzo, vendita e cosa cambia per il mercato italiano
Al momento della consultazione Honda non ha comunicato né il prezzo né le date di consegna, e non ha detto in quali Paesi sarà venduta la bici. ebike-mtb.com riporta che all’inizio la RN0 sarà venduta tramite concessionari moto Honda selezionati in Europa. Il comunicato europeo si limita a ricordare che l’Europa è il primo mercato mondiale delle e-bike e che Honda vi entra con il model year 2027. L’allestimento è uno solo, così come la colorazione: grigio Pearl Moon Ash con dettagli neri.
La scelta di vendere attraverso le concessionarie moto è l’aspetto più interessante per chi guarda il mercato italiano. Da un lato la rete Honda è capillare e conosce bene l’elettronica. Dall’altro, le sospensioni Fox, i pneumatici tubeless e la regolazione di un monocross da enduro richiedono competenze da officina ciclistica. Non è detto che un concessionario di scooter e moto le abbia già. Resta da capire come verranno gestiti tagliandi, garanzia del motore e ricambi, e se Honda coinvolgerà i negozi di bici. Sono temi che contano più del design per chi pedala tutto l’anno sui sentieri di casa, e la comunicazione del lancio per ora non li affronta.
Anche il racconto del “DNA motociclistico” va letto con attenzione. La forma a Y e il monocross a singolo fulcro sono una scelta estetica e di brand riconoscibile. Il loro valore tecnico si potrà giudicare solo con prove più lunghe sulla bici di serie. Per ora i fatti sono questi: un telaio nato da una base ROTWILD, una componentistica di alto livello e il debutto di un motore che presto vedremo su molte altre e-MTB. Per l’intero settore conterà forse più questo che il ritorno di Honda.
Ci vediamo sugli sterrati.
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