Domenica 11 ottobre Dendermonde ha aperto la stagione europea del ciclocross di vertice con la prima prova dell’HG Cross, la serie già nota come Exact Cross. Il circuito belga, fitto di curve e dominato da una salita sabbiosa, ha deciso entrambe le corse. Hanno vinto la campionessa del mondo Lucinda Brand tra le donne e Michael Vanthourenhout tra gli uomini.
Donne: Brand impone il ritmo e non concede nulla
Brand (Baloise Verzekeringen-Het Poetsbureau Lions) non ha cercato lo scatto secco. Si è messa in testa fin dal primo giro, ha dettato l’andatura e ha condiviso il comando con Ceylin del Carmen Alvarado (Fenix-Premier Tech) e Denise Betsema (De Ceuster Bouwkranen). Per cinque giri il gruppo è rimasto compatto, con le prime dieci atlete ancora insieme.
La selezione è arrivata al sesto passaggio, quando l’olandese ha aumentato l’andatura sulla salita sabbiosa e ha spezzato il gruppo. Alvarado è stata la più vicina, anche se mai a ruota, mentre Betsema e Aniek van Alphen (777TV CX Team) si sono messe alle sue spalle.
Nell’ultimo giro Brand aveva pochi secondi di margine su Alvarado, ma è stata ripresa dalla connazionale e da Betsema e si è ritrovata a fare l’andatura per quasi tutto il giro. Invece di trasformarlo in una partita tattica, ha continuato a spingere a tutta fino all’arrivo. Sul rettilineo finale le due avversarie non avevano più energie per la volata. Il tempo del successo è 47’03”, con Alvarado a 1” e Betsema a 2”.
ha dichiarato Brand, da poco annunciata in uscita dalla Lidl-Trek su strada ma confermata nel progetto Baloise Lions per il ciclocross. “Non è stata una gara facile, il livello era molto ravvicinato su un percorso difficile con tante curve. Si pensa sempre di essere pronti alla prima gara, ma quando si arriva sul tracciato la situazione cambia.”
Tra le italiane, Lucia Bramati (FAS Airport Services-Guerciotti) ha chiuso ottava a 1’07” e Rebecca Gariboldi (De Ceuster Bouwkranen) tredicesima a 1’31”.
Ordine d’arrivo, prime dieci:
Lucinda Brand (Ned), 47’03”
Ceylin del Carmen Alvarado (Ned), a 1”
Denise Betsema (Ned), a 2”
Aniek van Alphen (Ned), a 14”
Inge van der Heijden (Ned), a 34”
Kristyna Zemanová (Cze), a 36”
Leonie Bentveld (Ned), a 44”
Lucia Bramati (Ita), a 1’07”
Annemarie Worst (Ned), a 1’11”
Julie Brouwers (Bel), a 1’16”
Uomini: la squadra costruisce, Vanthourenhout chiude
Quella maschile è stata una corsa di squadra. La Pauwels Sauzen-Altez Industriebouw ha dominato i dieci giri e ha disposto in fila indiana i cinquanta partenti. Gerben Kuypers ha condotto il primo giro insieme a Cameron Mason (777TV CX Team), poi per lungo tempo non si è staccato nessuno.
La prima rottura è arrivata al quinto giro, con uno scatto sulla salita sabbiosa di Yordi Corsus, Joran Wyseure, Vanthourenhout e Kuypers. All’inizio del giro seguente il margine era di sei secondi. Al settimo passaggio il quartetto ne aveva sette su Ryan Kamp e Niels Vandeputte, mentre il resto dell’inseguimento era ormai disgregato. In un punto tecnico gli uomini di Pauwels Sauzen hanno rallentato per lasciare partire Kuypers, obbligando Wyseure a sprecare energie in risposta. Il belga ha reagito con uno strappo nervoso, ma in curva ha perso aderenza sulla ruota posteriore e con essa lo slancio.
Nel giro successivo Vandeputte è rientrato sui primi, seguito da Kamp. Anche Mason e Witse Meeussen sono riusciti a riagganciarsi e la pressione è calata. Alla campana Vanthourenhout è scattato insieme a Wyseure e Corsus, ma l’azione non ha avuto effetto immediato. Vandeputte si è piazzato in quarta posizione, il più veloce del gruppo in uno sprint. Per batterlo servivano doti diverse dalla velocità pura.
Vanthourenhout le ha trovate nella sabbia. Ha affrontato il tratto in salita sulla bici, con il fondo profondo in cima, mentre gli altri sono dovuti scendere. Un’incertezza di Wyseure ha completato l’opera. Una volta in solitaria ha consolidato il vantaggio sulle barriere, che si adattavano bene alle sue caratteristiche. È la seconda vittoria stagionale per lui, in 59’20”. Corsus ha completato la doppietta Pauwels Sauzen a 2”, mentre Wyseure ha battuto in volata Kuypers per il terzo posto, evitando il podio tutto di squadra.
“Avevo in testa fin dall’inizio l’idea di spendere tutto nell’ultimo giro”, ha spiegato Vanthourenhout. “Salendo le scale per l’ultima volta sapevo che sarebbe stato difficile restarmi a ruota, e a quel punto ho aperto il gas. Come dice sempre Mario De Clercq, bisogna andare forte dove serve andare forte: qui voleva dire salire bene il tratto sabbioso, e ha funzionato subito.”
Gli italiani sono rimasti nelle retrovie: Nicola Parenti è stato quarantatreesimo, Filippo Cecchi quarantaquattresimo, mentre Federico Ceolin (FAS Airport Services-Guerciotti) si è ritirato.
Ordine d’arrivo, primi dieci:
Michael Vanthourenhout (Bel), 59’20”
Yordi Corsus (Bel), a 2”
Joran Wyseure (Bel), s.t.
Gerben Kuypers (Bel), s.t.
Niels Vandeputte (Bel), a 4”
Witse Meeussen (Bel), a 12”
Ryan Kamp (Ned), a 15”
Cameron Mason (GBr), a 18”
Victor Van de Putte (Bel), a 34”
Toon Vandebosch (Bel), a 50”
Ci vediamo sugli sterrati.
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