Anticipa di quasi un mese il proprio appuntamento e si sposta al 13 marzo 2027. La Gravel Desert by The Traka, prova spagnola inserita nel calendario della Gravel Earth Series, ripartirà da Grañén, piccolo centro della provincia di Huesca. Il paesaggio è quello di sempre: il semideserto dei Monegros, una distesa arida e piatta in cui il vento detta spesso le regole della corsa. Le iscrizioni non sono ancora aperte, ma l’organizzazione le annuncia come imminenti.
Dietro l’evento c’è Klassmark, la società di Girona che organizza The Traka e gestisce la stessa Gravel Earth Series. Il 2027 sarà la terza edizione, dopo quelle del 2025 e del 2026. L’ultima, disputata l’11 aprile, è stata vinta dal danese Mads Wurtz Schmidt e dall’olandese Geerike Schreurs.


Due distanze, un solo paesaggio
Partenza e arrivo sono a Grañén. Le distanze restano due. Il percorso lungo misura 167 km e supera i 1.500 m di dislivello positivo. È la prova valida per la Gravel Earth Series e l’unica che assegna le classifiche Pro e Age Group. L’organizzazione la presenta come la versione integrale dell’esperienza nel deserto, più lunga, più dura e più esposta agli elementi. Il passaggio simbolo è la salita di Santa Quiteria.
Il tracciato corto misura 85 km per oltre 900 m di dislivello e si corre esclusivamente in formato Open. In poco più della metà dei chilometri condensa i caratteri del territorio: ritmo alto, fondo compatto, lunghi rettilinei. Per i primi 57 km i due percorsi coincidono, poi il corto rientra verso Grañén passando per Frula.
Il terreno: velocità, polvere e vento
I Monegros non hanno nulla dei gravel alpini o appenninici. Il fondo è in prevalenza sterrato compatto, con lunghe sezioni rettilinee in cui si pedala senza pause. A interrompere questa continuità ci sono curve con ghiaia smossa, tratti polverosi e soprattutto il vento, che a seconda della giornata può spezzare il gruppo o trasformare un rettilineo in una cronometro contro un muro d’aria.
Le indicazioni tecniche dell’organizzazione sono chiare. La sezione consigliata va da 40 a 45 mm, con coperture scorrevoli. Si può scegliere tra trasmissione monocorona e doppia, purché la scala di rapporti sia ampia per affrontare Santa Quiteria. Il clima è secco, quindi conviene portare borracce supplementari o uno zaino idrico, insieme a occhiali e protezione solare.
Rifornimenti e assistenza
Sul percorso lungo, nell’ultima edizione, i punti di ristoro erano sette. I feed zone si trovavano a Tardienta (km 22,2), Robres (km 57,3), Lanaja (km 85,2) e Sariñena (km 131,2), con punti acqua ad Alcubierre (km 68,3), Albalatillo (km 124,4) e San Lorenzo del Flumes (km 145,6). L’assistenza esterna era consentita soltanto a Robres e Sariñena, entrambe dotate anche di punto meccanico. Un supporto tecnico era disponibile pure a Tardienta e Lanaja.
Nei feed zone si trovavano acqua, cola, bevanda isotonica, prodotti 226ERS, frutta, frutta secca, olive e panini. All’arrivo, oltre ai rinfreschi, paella, tortilla di patate, caffè e birra. L’organizzazione non distribuisce contenitori monouso: chi si ferma ai ristori deve avere con sé le proprie borracce.
Regolamento: niente segnaletica, niente appendici
Il percorso non è segnalato. Ogni partecipante deve seguire la traccia ufficiale su un dispositivo GPS, e chi esce dal tracciato è obbligato a rientrare nel punto esatto in cui lo ha lasciato. Le strade restano aperte al traffico, il che impone il rispetto del codice della strada e la marcia sul lato destro anche sugli sterrati.
Le appendici aerodinamiche sono vietate. Lo sono anche auricolari, radio e qualsiasi dispositivo per ricevere istruzioni durante la corsa. Le indicazioni di squadra si possono dare solo nelle zone di assistenza. Altra regola specifica è l’obbligo di scrivere il numero di gara su gel, barrette e borracce, compresi i prodotti presi ai ristori. Chi viene trovato a disperdere rifiuti sconta 15 minuti di penalità, che diventano squalifica in caso di recidiva. La mancata marcatura costa 5 minuti.
Nelle categorie Pro e Age Group è vietato sfruttare la scia di atleti dell’altro sesso: al primo episodio scattano un’ammonizione e 5 minuti di penalità, alla recidiva la squalifica. Le partenze sono infatti scaglionate per gruppi, con Pro donne, Pro uomini, Age Group e Open in griglie separate. Nel 2026 le professioniste sono partite alle 8:00, mezz’ora prima di tutti gli altri.
Categorie e classifiche
Sul 167 km ogni partecipante sceglie una sola categoria al momento dell’iscrizione. Per chi ha già corso altre prove della serie, la scelta resta vincolante per tutta la stagione. La categoria Pro è riservata agli atleti di alto livello in corsa per la classifica assoluta e per i premi in denaro. Klassmark si riserva di validare gli accessi e di introdurre un sistema a invito o qualificazione. Gli Age Group sono suddivisi in fasce di cinque anni, dagli Under 23 fino ai 70-74 anni. L’età di riferimento è quella al 31 dicembre dell’anno di gara.
La premiazione riguarda i primi dieci per genere nella categoria Pro e i primi tre di ogni fascia negli Age Group. La categoria Open ha soltanto la classifica per genere, senza cerimonia di podio. Chi vuole ritirare un premio deve essere presente alla cerimonia finale.
Informazioni pratiche
La partecipazione richiede una copertura assicurativa medica valida per l’attività. Si può usare una polizza privata, dichiarata in fase di iscrizione, oppure quella offerta dall’organizzazione. La quota non è rimborsabile né trasferibile all’anno successivo, e nell’ultimo mese prima della gara non sono ammessi cambi di nome o di distanza. I minorenni possono partecipare con un’autorizzazione specifica, e sotto i 16 anni devono essere accompagnati per tutta la durata dell’evento.
Il quartier generale è il palazzetto dello sport di Grañén, dove si ritirano i pettorali il venerdì sera e la mattina della gara. Nella zona di partenza ci sono parcheggi, anche per furgoni e camper, oltre a docce e un’area lavaggio bici. Durante la corsa i passaggi si possono seguire in tempo reale attraverso l’applicazione di cronometraggio CroNoLimits.
Gli appassionati italiani non trovano qui le salite tecniche o i saliscendi delle nostre colline. La Gravel Desert chiede altro: costanza sui rapporti, capacità di gestire lo sforzo da soli contro il vento e un’alimentazione pianificata con precisione. A marzo, nei Monegros, le temperature dovrebbero essere più miti rispetto alla collocazione primaverile delle edizioni precedenti. Il vento, però, non si sposta di calendario.
Ci vediamo sugli sterrati.
Sostieni gravelnews.it con una donazione o condividi l’articolo. Grazie!
Se non l’hai ancora fatto iscriviti alla nostra newsletter per ricevere tutti gli aggiornamenti dal mondo del gravel, del bikepacking, della MTB e di tutto quello che è sterrato!



