La sesta frazione della Nedbank Gravel Burn porta la carovana nella savana dello Shamwari. Vincono lo statunitense e la svedese. Nelle generali non cambia niente e Beers e Laing difendono la maglia di leader a una tappa dalla fine.
La penultima giornata della Nedbank Gravel Burn non ha deciso nulla, e forse proprio per questo è stata una delle più vivaci della settimana sudafricana. Sui 76 chilometri da Merino al mulino a vento arancione davanti ai cancelli dello Shamwari Private Game Reserve, con 700 metri di dislivello, Griffin Easter (OpiCure Foundation) e Nathalie Eklund (58&fam) hanno preso le due vittorie di tappa. Le classifiche generali sono rimaste quasi identiche alla sera prima e il verdetto passa così alla frazione conclusiva, accorciata e con l’arrivo in salita.
Fuga a nove, volata di Easter
Gli uomini hanno corso a lungo dietro alla fuga. Nove corridori sono andati via nei primi chilometri e il gruppo dei favoriti non è mai riuscito a organizzare un vero inseguimento. Il momento più delicato è arrivato nei guadi di Swartwaterspoort, dove una caduta ha spezzato il drappello in cui c’erano anche la maglia di leader Matthew Beers e il suo primo inseguitore Filippo Colombo. Il sudafricano è rimasto bloccato dietro i corridori a terra, poi ha recuperato senza agitarsi. “C’è stata una caduta proprio davanti a me, sono rientrato con calma”, ha detto all’arrivo, aggiungendo di sentirsi fiducioso per l’ultimo giorno.
Davanti la fuga è arrivata fino in fondo. Nello sprint Easter ha battuto di un soffio Alex Miller (Swatt Club x KingPrice) e il francese Hugo Drechou (Gravel Nation), tutti e due staccati di un secondo. “Sono felicissimo di essere ancora così davanti in questa corsa, questa vittoria me la porterò nel cuore”, ha raccontato lo statunitense. Il cronometro gli ha dato 1:58:48 per la frazione.
Ordine d’arrivo maschile:
Griffin Easter (OpiCure Foundation) — 1:58:48
Alex Miller (Swatt Club x KingPrice) — +0:01
Hugo Drechou (Gravel Nation) — +0:01
Donne, la giuria cambia il podio
La corsa femminile si è chiusa con una volata a nove atlete, ma l’ordine d’arrivo non è rimasto quello della linea. Dopo un reclamo e la revisione delle immagini, i commissari hanno retrocesso Hayley Preen (ChemChamp Honeycomb), Clara Koppenburg (Tudor Pro Cycling) e Carolin Schiff in settima, ottava e nona posizione, con il tempo dell’ultima del gruppo. Secondo la giuria le tre non avevano rispettato un’indicazione di sicurezza data da un ufficiale di gara. Il provvedimento non ha effetti sulla generale perché il gruppo era arrivato compatto, ma ha consegnato la vittoria a Nathalie Eklund, davanti a Larissa Hartog (Canyon DT Swiss ATR) e alla canadese Alison Jackson (St Michel – Preference Home – Auber93).
La leader Nele Laing ha commentato così: “Non abbiamo guadagnato tempo, ma nemmeno ne abbiamo perso. Domani proveremo a correre con intelligenza per difendere la maglia.”
Ordine d’arrivo femminile:
Nathalie Eklund (58&fam) — 2:23:11
Larissa Hartog (Canyon DT Swiss ATR) — s.t.
Alison Jackson (St Michel – Preference Home – Auber93) — +0:01
La giornata ha regalato anche uno di quei momenti che solo una corsa come questa può offrire. Il brasiliano Henrique Avancini ha raccontato di aver pedalato per circa un chilometro con alcune giraffe che correvano accanto al gruppo, mentre la carovana entrava nella riserva. Dopo l’arrivo i corridori hanno fatto altri 33 chilometri di trasferimento in bici attraverso lo Shamwari.
Le classifiche generali
Tra gli uomini Beers mantiene 32 secondi su Colombo. Il distacco è lo stesso della vigilia, a conferma che la caduta di Swartwaterspoort non ha lasciato conseguenze. Tristan Nortje, compagno di squadra del leader, resta terzo a 54 secondi. Tra le donne Laing conserva la maglia con 56 secondi su Preen, mentre Koppenburg è terza ma lontana, a oltre quattro minuti.
Generale maschile:
Matthew Beers (Toyota Specialized) — 16:10:28
Filippo Colombo (SCOTT-SRAM) — +0:32
Tristan Nortje (Toyota Specialized Imbuko) — +0:54
Generale femminile:
Nele Laing (Canyon DT Swiss ATR) — 19:42:23
Hayley Preen (ChemChamp Honeycomb) — +0:56
Clara Marie Koppenburg (Tudor Pro Cycling) — +4:17
Nella classifica a squadre comandano Toyota Specialized Imbuko tra gli uomini, con 105 punti, e Canyon DT Swiss ATR tra le donne, con 120. Cambia invece padrona la maglia Toyota Power Climber femminile. Preen la toglie a Laing a parità di punti, grazie al numero di vittorie nei traguardi in salita, tre contro due. Tra gli uomini la maglia resta sulle spalle di Nickolas Zukowsky (Pinarello Q36.5 Pro Cycling).
Ultimo giorno, tutto in salita
L’ultima tappa è stata ridotta dai 94 chilometri previsti a 59,5, ma con 1.050 metri di dislivello concentrati in poco spazio resta tutt’altro che una passerella. Nei primi dieci chilometri c’è la Toyota Power Climb verso Founder’s Gate, poi la salita di Assegaai con lo scollinamento in vetta, infine il rientro al Burn Camp. Con distacchi così ridotti, una volata di gruppo è difficile da immaginare. Colombo deve recuperare mezzo minuto a un Beers che ha accanto Nortje, Preen meno di un minuto a una Laing che ha già mostrato di saper gestire la corsa. Servono gambe, coraggio e pochi errori, e chi attacca nel momento sbagliato rischia di perdere tutto
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