La seconda edizione del Gravel Burn partirà il 25 ottobre da Graaff-Reinet, nel cuore del deserto del Karoo, in Sudafrica. La lista dei 500 partecipanti è già chiusa e chi vuole provare a entrare può solo iscriversi alla lista d’attesa. Il limite è stato fissato dall’organizzazione per ragioni logistiche, perché il campo base viene smontato e rimontato a ogni cambio di sede, e un numero maggiore di iscritti sarebbe difficile da gestire.
Il dato di partenza è questo: sette tappe in sette giorni, con arrivo il 31 ottobre. Gli organizzatori parlano di 750 chilometri complessivi. Sommando le singole frazioni indicate nel programma si arriva però a 685 chilometri cronometrati, che diventano 718 se si conta il trasferimento non competitivo di 33 km previsto nella sesta tappa. Il dislivello positivo complessivo è invece di 8.000 metri.
I nomi in gara tra gli uomini
Il richiamo principale resta Tom Pidcock, doppio campione olimpico di mountain bike. Lo scorso anno aveva corso senza particolari ambizioni, restando a metà gruppo, e al termine dell’evento aveva indicato la vita al campo, con la birra serale intorno al fuoco, come ciò che gli era piaciuto di più. Ora si dichiara in Sudafrica quasi per caso, in vacanza con la fidanzata. Resta da capire se correrà di nuovo da turista o se punterà al montepremi.
Accanto a lui ci sono Nino Schurter, il fuoriclasse del cross country, e Henrique Avancini, due volte campione del mondo di marathon MTB, al debutto nella corsa. Lachlan Morton, che l’anno scorso ha percorso in 30 giorni i 14.210 km del giro dell’Australia, è un altro habitué di queste avventure. Torna anche Jakob Fuglsang, 41 anni, che aveva chiuso la carriera su strada e MTB e ora ci riprova sulla gravel. Stessa età per il giapponese Kohei Yamamoto.
I favoriti per la vittoria passano dal sudafricano Matt Beers, vincitore nel 2025 e conoscitore del territorio, e dallo svizzero Simon Pellaud, secondo un anno fa, che dopo una buona stagione cerca la rivincita. Karl Platt, specialista delle corse a tappe e vincitore più volte della Cape Epic, aveva lamentato l’assenza di una forcella ammortizzata sulle piste sconnesse e ondulate della prima edizione. Resta da vedere se quest’anno cambierà l’assetto. Andreas Seewald, iridato marathon, correrà in coppia con Lukas Baum.
La categoria femminile
Le professioniste iscritte sono 26, un numero in forte calo rispetto alle 92 donne al via nel 2025, nonostante il montepremi sia identico a quello maschile. Il livello tecnico resta comunque alto. Alison Jackson, vincitrice della Parigi-Roubaix Femmes, porta in gara potenza e velocità. Ashleigh Moolman Pasio, leggenda del ciclismo sudafricano e tra le migliori scalatrici al mondo, gioca in casa ed è fra le favorite.
Rosa Klöser, tra le migliori atlete europee, all’ultimo Europeo era stata fermata da un problema meccanico mentre lottava per il podio. Clara Koppenburg, scalatrice tedesca, è passata quest’anno al Tudor Gravel Team. Completano il quadro la campionessa statunitense Lauren Stephens, la coppia locale formata da Hayley Preen e Cherise Willeit, e le internazionali Haley Smith, Melisa Rollins, Whitney Allison, Ruth Astle e Jana Gigele.
Le novità del regolamento
Nel 2025 correvano solo atleti singoli. Quest’anno debutta la classifica a squadre, con team di massimo quattro componenti. Viene introdotta anche una categoria Adaptive Bike, riservata a utenti di sedia a rotelle e handbiker. Resta il principio dell’autonomia, anche per i professionisti: assistenza tecnica, tende, trasporto dei bagagli e pasti sono a carico dell’organizzazione, mentre il bucato resta a carico degli atleti. Dopo la pioggia, la grandine e il fango del 2025, non è un dettaglio da poco. La primavera sudafricana, a ottobre, può riservare ancora sorprese.
Le sette tappe
La prima frazione, il 25 ottobre, va da Graaff-Reinet a Blaauwater: 90 km e 1.450 metri di dislivello, con la salita iniziale al Conical Peak e una discesa impegnativa verso il primo campo. Il giorno dopo si resta a Blaauwater con un circuito di 111 km e 1.450 metri, che tocca la riserva naturale di Sneeuberg e Nieu-Bethesda.
Il 27 ottobre arriva la tappa più lunga, da Blaauwater a Merino: 137 km e 1.550 metri, con il Wapadsberg Pass e l’arrivo dopo la salita al Swaershoek Pass. Il 28 ottobre è la frazione più corta, un anello di 61 km con 550 metri di dislivello attorno a Merino, pensata per una gara più veloce e tattica.
Il 29 ottobre si va da Merino a Gwanishi su 128 km e 1.050 metri, tra sterrati e strade di fattoria nel Karoo più isolato. La sesta tappa, il 30 ottobre, porta da Gwanishi a Shamwari: 76 km di gara e 700 metri di dislivello, seguiti dai 33 km non competitivi verso la riserva faunistica. Il 31 ottobre si chiude con un circuito di 82 km e 1.250 metri dentro Shamwari, dove vivono elefanti, rinoceronti e leoni.
Per chi segue il gravel da vicino, il Gravel Burn è ormai un appuntamento in cui si incontrano campioni della strada, della mountain bike e del ciclocross in un formato a tappe con tende e camp itinerante. Tra una settimana e mezzo sapremo quanto di quella vacanza di Pidcock sia rimasto.
Sostieni gravelnews.it con una donazione o condividi l’articolo. Grazie!
Se non l’hai ancora fatto iscriviti alla nostra newsletter per ricevere tutti gli aggiornamenti dal mondo del gravel, del bikepacking, della MTB e di tutto quello che è sterrato!






