Gralloch Ultra
323 chilometri di Scozia selvaggia nella prima edizione storica
Il 16 maggio 2026, alle sette del mattino, il silenzio di Gatehouse of Fleet è stato interrotto dal rumore di gomme su asfalto bagnato. Dalle strade ancora addormentate della cittadina sul Solway Firth, i partecipanti alla prima edizione della Genesis Gralloch Ultra presentata da Maxxis si sono avviati verso nord, lasciandosi alle spalle il porto fluviale della Fleet mentre la salita cominciava a mordere. Era un momento storico per il ciclismo ultra britannico: una nuova gara, un nuovo format, e un percorso costruito per mettere alla prova tutto.
Il percorso: 323 chilometri nel cuore della Scozia
La Genesis Gralloch Ultra 2026 si sviluppa su 323 chilometri e 4.819 metri di dislivello positivo attraverso il Galloway Forest Park e le colline dell’East e Southern Ayrshire. Il tracciato attraversa tenute private, paesaggi dell’energia rinnovabile, foreste antiche e le valli aperte del Galloway, coprendo terreni che la maggior parte dei ciclisti non vedrebbe in nessun’altra occasione. Il formato è semi-supportato: gli organizzatori hanno garantito un team di controllo attivo ventiquattro ore su ventiquattro, bag drop in zona ristoro e supporto medico, lasciando però ai partecipanti la responsabilità della propria autonomia nelle sezioni più remote.


Il percorso si articola in otto sezioni distinte: dalle prime salite oltre il Loch Skerrow e Slaughter Hill ai tratti veloci di Raiders Road Forest Drive, dalla Forrest Estate alla prova della Torrs Hill, fino agli stradoni dei parchi eolici di North e South Kyle Wind Farm, dove la quota supera i 500 metri. Il passaggio attraverso la Craigengillan Estate, un paesaggio di tremila acri di bosco nativo e laghi, precede la sezione più remota: cinquanta chilometri attraverso le foreste di Changue e Carrick, senza quasi alcun segno di presenza umana. Il finale, con il grande viadotto del Big Water of Fleet sullo sfondo, ha accolto ogni corridore con la stessa solennità riservata a chi attraversa un confine.
La gara e le condizioni
Al via si sono presentati corridori provenienti da diciannove nazioni, con un’età compresa tra i quattordici e i sessantuno anni. Il trentasette per cento del campo affrontava per la prima volta una prova ultra. Le condizioni meteo hanno reso la giornata impegnativa fin dal principio: la pioggia leggera del mattino si è intensificata nelle sezioni settentrionali, mentre nella notte le temperature sono scese vicino allo zero. L’ultimo corridore ha tagliato il traguardo in 24 ore, 18 minuti e 34 secondi, un dato che racconta meglio di qualsiasi altro la dimensione di questa prova.
Tra i nomi attesi al via figuravano personalità di primo piano del mondo dell’endurance: il doppio campione olimpico di triathlon Alistair Brownlee, la campionessa IRONMAN Ruth Astle, l’ultra-atleta scozzese Donnie Campbell — detentore del record sui 282 Munros — e l’esploratrice e scrittrice Jenny Tough, nota per le sue spedizioni in solitaria attraverso catene montuose di sei continenti. La presenza di profili così eterogenei conferma come la Gralloch Ultra si sia proposta fin dalla prima edizione come appuntamento capace di attrarre tanto i ciclisti puri quanto i poleti del mondo endurance.
Uomini: Damien Clayton stabilisce il primo FKT
A imporsi nella categoria maschile è stato Damien Clayton (SCOTT x Spatz), che ha stabilito il Fastest Known Time della gara fermando il cronometro a 12 ore, 2 minuti e 59 secondi. Un tempo di riferimento che rimarrà nella storia come il primo benchmark ufficiale della Genesis Gralloch Ultra. Alle sue spalle, Charlie Bratt (Paradigm Cycles) ha completato il podio virtuale in 12:16:13, con soli tredici minuti di distacco dal vincitore, a testimonianza di una prova condotta a ritmo sostenuto nonostante le condizioni difficili. Il terzo posto è andato a Johannes Rom Dahl (DRAG2ZERO) in 12:51:27.
Classifica uomini — Top 3
Damien Clayton (SCOTT x Spatz) — 12:02:59 (FKT)
Charlie Bratt (Paradigm Cycles) — 12:16:13
Johannes Rom Dahl (DRAG2ZERO) — 12:51:27
Donne: Zoe McIntosh sotto le quindici ore
In campo femminile, Zoe McIntosh (Sugo C.C.) ha scritto la prima pagina della storia della gara al femminile, stabilendo il FKT in 15 ore, 0 minuti e 46 secondi. Un risultato notevole, ottenuto su un percorso segnato dal freddo e dalla pioggia, che posiziona immediatamente la Gralloch Ultra tra le prove ultra più significative del panorama europeo. Suvi Loponen (Escape Collective) ha completato la prova in 15:55:47, mentre Rebecca Richardson ha chiuso al terzo posto in 16:45:26.
Classifica donne — Top 3
Zoe McIntosh (Sugo C.C.) — 15:00:46 (FKT)
Suvi Loponen (Escape Collective) — 15:55:47
Rebecca Richardson — 16:45:26
Una prima edizione che lascia il segno
The Gralloch è il festival del gravel scozzese per eccellenza, inserito nel calendario del Gravelking UCI Gravel World Series e capace di combinare in un unico weekend la gara UCI, la nuova Ultra e una Sportive non competitiva per chi preferisce godersi il paesaggio senza il cronometro. Ormai tra i più grandi eventi di gravel d’Europa, The Gralloch genera un impatto economico diretto stimato in due milioni di sterline all’anno per la Scozia meridionale.


Il calore delle comunità locali ha fatto il resto: i residenti di Patna, Dalmellington, Barr, Glentrool e di ogni villaggio lungo il percorso sono usciti a sostenere i corridori, mentre il Galloway Larder ha garantito pasti caldi per tutta la notte. Una prima edizione che ha posto le fondamenta di quello che si preannuncia già come un classico dell’ultra ciclismo europeo.



