Giro Gritter
Il punto d’incontro tra velocità ed avventura
Ciao a tutti gli amici di gravelnews.it! Oggi torniamo a parlare di materiali e lo facciamo analizzando una delle novità più interessanti nel segmento calzature: le Giro Gritter.
Come sapete, noi di gravelnews siamo sempre alla ricerca del perfetto equilibrio tra performance pura (stile strada) e robustezza (stile MTB). Giro ha provato a sintetizzare tutto questo in una scarpa che sembra nata apposta per chi non vuole compromessi tra una gara di ultra-distance e un’uscita tecnica nel weekend.
Ecco la nostra recensione delle Giro Gritter.
Il Primo Contatto: Estetica e Filosofia
Appena tolte dalla scatola, le Gritter colpiscono per un design pulito ma “muscoloso”. Non sono le classiche scarpe da XC ultraleggere che sembrano rompersi al primo sasso, ma non sono nemmeno scarponcini da trekking. Giro ha lavorato sulla tomaia Synchwire, un materiale che conosciamo bene per la sua capacità di adattarsi al piede come una seconda pelle, ma qui rinforzato nelle zone critiche (punta e tallone) per resistere alle abrasioni tipiche del gravel più cattivo.
Chiusura e Fit
Il sistema di chiusura si affida ai collaudati BOA® L6. Non è il top di gamma Li2 (quello con micro-regolazione anche in rilascio), ma la scelta è intelligente: gli L6 sono robusti, semplici da pulire dal fango e, in caso di rottura durante un viaggio di bikepacking, sono facilissimi da sostituire. La calzata è la classica Giro: precisa, avvolgente, forse un po’ stretta per chi ha la pianta molto larga, ma perfetta per chi cerca stabilità durante la pedalata.
Suola: Rigidità vs Camminabilità
Qui arriviamo al cuore della scarpa. La suola è realizzata in composito di carbonio, il che garantisce un trasferimento di potenza eccellente. Non sono rigide come le Empire VR90 da XC (indice di rigidità estremo), e questo è un bene! Nel gravel capita di dover affrontare tratti a piedi o di fermarsi per un caffè, e la Gritter permette di camminare con una naturalezza sorprendente grazie al rivestimento in gomma Sensor™. Il grip è ottimo anche su rocce umide o radici.
Prestazioni sul campo
Abbiamo testato le Gritter su un mix di strade bianche veloci e singletrack tecnici.
In salita: La scarpa non flette. Quando ti alzi sui pedali, senti che tutta l’energia finisce sulla trasmissione.
Comfort sulla lunga distanza: Dopo 4 ore di sella, non abbiamo avvertito punti di pressione fastidiosi. La ventilazione è buona grazie ai fori laserati sulla tomaia, anche se forse in pieno inverno avrete bisogno di un copriscarpa pesante.
Walkingability: È qui che battono le scarpe da strada adattate. Se devi spingere la bici su un muro al 20% di ghiaia, la suola artigliata fa il suo dovere senza farti scivolare.
Pro e Contro
PRO:
Versatilità: Perfette per gare gravel, XC marathon e bikepacking veloce.
Durabilità: I rinforzi protettivi sono posizionati nei punti giusti.
Design: Sobrie ed eleganti, tipico stile Giro.
Suola Sensor™: Ottima trazione quando si scende di sella.
CONTRO:
BOA L6: Avremmo preferito il sistema Li2 per una regolazione più millimetrica in fase di rilascio.
Larghezza: Come spesso accade con Giro, chi ha il piede molto largo potrebbe trovarle un po’ costrittive inizialmente.
Il Verdetto di GravelNews.it
Le Giro Gritter si posizionano come una delle migliori scelte “all-rounder” sul mercato. Se sei un ciclista che passa dal ciclocross invernale alle gare gravel estive, e magari d’estate si concede un viaggio in bikepacking, questa è la scarpa totale. Sacrificano un briciolo di leggerezza estrema in favore di una robustezza che, nel mondo gravel, è fondamentale.
Voi cosa ne pensate? Siete tipi da lacci o preferite la praticità del BOA anche nel fango? Fatecelo sapere nei commenti!
Alla prossima uscita, La Redazione di GravelNews.it




