Giant Revolt Advanced SL
Giant partecipa alla Unbound con il prototipo gravel race: è il nuovo Revolt Advanced SL?
Il weekend di Unbound Gravel porta con sé, come da tradizione, la sua dose di “fughe di notizie” pianificate ad arte e di anticipazioni sui materiali destinati a fare la stagione. Stavolta è toccato a Giant, che si è presentata nelle Flint Hills del Kansas con quella che ha tutta l’aria di essere una nuova generazione del Revolt, accompagnata da una serie di componenti Cadex ancora non in listino. Il marchio taiwanese ha liquidato il tutto su Instagram come “alcuni prototipi a cui stiamo lavorando”, ma gli indizi raccolti in gara raccontano molto di più.
Mentre l’attenzione della vigilia era concentrata sul prototipo Scott con ruote da 32 pollici, la nuova proposta Giant si mantiene su misure più convenzionali, con ruote da 700c. La denominazione che circola con maggiore insistenza è quella di Giant Revolt Advanced SL 2027: un modello con questo nome era infatti comparso nella lista dei telai approvati dall’UCI già verso la fine dello scorso anno. Se la conferma arrivasse, si tratterebbe della prima volta che il Revolt riceve la lavorazione Advanced SL di vertice, finora riservata alle bici da strada come Propel e TCR, con una costruzione in fibra di carbonio più pregiata, presumibilmente più leggera e, inevitabilmente, più costosa.
Un Revolt che si fa più corsaiolo
Le differenze più evidenti rispetto all’attuale Revolt Advanced Pro vanno tutte nella stessa direzione: meno peso, geometria più aggressiva, impostazione decisamente più racing. L’altezza dello stack all’anteriore appare ridotta in modo sensibile, segno di una posizione di guida più distesa e prestazionale. Anche i profili del telaio sembrano essere stati assottigliati e semplificati, con sezioni aerodinamiche tronche su tubo sterzo e foderi della forcella, sebbene non sia chiaro se Giant sia intervenuta in modo più profondo sul piano aerodinamico.
La filosofia del prototipo emerge anche dalle rinunce. Spariscono gli attacchi sulla forcella e, soprattutto, il vano di stoccaggio interno integrato nel tubo obliquo: sotto il portaborraccia non si intravede infatti alcuno sportello. In compenso resta lo spazio per tre borracce da 750 ml all’interno del triangolo principale, almeno sulle taglie fotografate. Sembrano mancare anche i fori sul tubo orizzontale, dato che alcuni atleti hanno fissato le borse da telaio con semplici fascette.


UDH dentro, dropout regolabili fuori
Sul piano della compatibilità, il telaio adotta il forcellino UDH (Universal Derailleur Hanger) di SRAM, che apre la strada ai cambi “Full Mount” della casa americana, gli stessi montati sui gruppi mountain bike e gravel più recenti. La scelta comporta però l’abbandono dei dropout regolabili dell’attuale Revolt: i “flip chip” che permettevano di spostare la ruota posteriore in posizione corta o lunga, modificando interasse, luce per il copertone e indole della bici, non figurano più sul prototipo.
La luce per le coperture resta comunque generosa. Uno degli allestimenti montava pneumatici cross-country Continental Dubnital, disponibili a partire da 50 mm di sezione, segno che il nuovo telaio garantisce almeno questo spazio. In gara sono state avvistate gomme fino a 55 mm su alcune configurazioni. Il risultato sembra ottenuto abbassando leggermente il fodero alto sul lato trasmissione e, probabilmente, rendendo il telaio compatibile solo con guarniture monocorona: non si nota alcun supporto per il deragliatore anteriore e tutti gli allestimenti fotografati erano monocorona.
Le nuove ruote e i componenti Cadex
Il riferimento ai “prototipi” al plurale non era casuale. Insieme al telaio, Giant e il suo marchio di componentistica di alta gamma Cadex sembrano avere in cantiere anche ruote e parti inedite. I cerchi montati appaiono più profondi e con ogni probabilità più larghi rispetto alle attuali AR 35, con raggi in carbonio dalla sezione lamellare più marcata. Dalle immagini dei mozzi si intuisce una costruzione affine a quella delle Cadex Max 50, in cui i raggi in carbonio sono incollati direttamente sui gusci dei mozzi, sempre in carbonio, per contenere il peso. Le indiscrezioni parlano di un nuovo modello della linea Max con profilo da 50 mm e di pneumatici Cadex in fase di test nella misura 700x50c.
Completano il quadro un manubrio integrato monoscocca Cadex, al posto del sistema in due pezzi degli attuali Revolt Advanced Pro, e quella che potrebbe essere una nuova versione del reggisella D-Fuse. Quest’ultimo abbandonerebbe il profilo aerodinamico per una forma tonda, verosimilmente da 27,2 mm, rastremata nella parte alta per aumentare la flessibilità e migliorare il comfort sul terreno sconnesso.
L’esordio in gara: Johnston quarto nel fango di Unbound
Il prototipo non si è limitato a sfilare ai box. L’australiano Brendan Johnston lo ha portato a un quarto posto, miglior risultato in carriera a Unbound, al termine di una giornata durissima segnata da pioggia, vento e fango, in cui molti dei big sono stati costretti al ritiro. Johnston è stato il migliore tra i contendenti della Life Time Grand Prix presenti al via ed è salito al quarto posto nella classifica generale della serie dopo due delle sei prove in programma. Nel suo allestimento figurava anche il nuovo casco Giant Pursuit.
Sempre sul Revolt prototipo con ruote Cadex hanno corso lo statunitense Cole Paton, in funzione di gregario e poi 36esimo, e l’italiano Matteo Fontana dello Swatt Club, 38esimo al traguardo. A completare l’offensiva del gruppo, anche il marchio gemello Liv ha schierato un prototipo riconducibile alla piattaforma Devote, affidato all’australiana Peta Mullens.
Quando arriverà sul mercato
Trattandosi, per ammissione della stessa Giant, di componenti prototipali, un lancio ufficiale immediato non è scontato. Restano però due elementi pesanti: la presenza del Revolt Advanced SL 2027 nella lista dei telai omologati UCI e il fatto che la bici sia già abbastanza matura da essere stata approvata dall’organo di governo del ciclismo internazionale e impiegata nell’appuntamento gravel più importante della stagione. Le case tendono a presentare i nuovi modelli poco prima dell’anno commerciale indicato: tutti gli indizi puntano dunque a una commercializzazione relativamente vicina. Sul prezzo non ci sono al momento riferimenti ufficiali, ma il salto di categoria verso la lavorazione Advanced SL lascia presagire un posizionamento più elevato rispetto all’attuale gamma Advanced Pro.
Sostieni gravelnews.it con una donazione o condividi l’articolo. Grazie!
Se non l’hai ancora fatto iscriviti alla nostra newsletter per ricevere tutti gli aggiornamenti dal mondo del gravel, del bikepacking, della MTB e di tutto quello che è sterrato!






