Garden Route Giro
Il Sudafrica ospita la grande sfida del gravel a tappe
Dal 13 al 18 aprile 2026, il Western Cape diventa il teatro di un’edizione inaugurale destinata a lasciare il segno nel calendario internazionale del gravel racing
C’è un momento in cui la categoria del gravel smette di cercare legittimazione e comincia a costruire i propri miti. Il Garden Route Giro, evento di nuova generazione in programma dal 13 al 18 aprile 2026 nella provincia del Western Cape, in Sudafrica, è esattamente questo tipo di appuntamento: sei tappe, 684 chilometri totali e 11.300 metri di dislivello accumulato attraverso alcuni degli scenari naturali più straordinari del continente africano.
La gara è organizzata da Dryland Event Management, realtà sudafricana di riferimento per gli eventi di endurance su due ruote, e nasce con un’ambizione dichiarata: diventare la prova a tappe su gravel più desiderata al mondo. Un obiettivo che il percorso, da solo, sembra già in grado di sostenere.
La partenza: Mossel Bay e l’odore del mare
La cerimonia di registrazione è prevista per domenica 12 aprile presso il ristorante Salt & Copper di Mossel Bay, città costiera affacciata sull’Oceano Indiano che lunedì 13 aprile alle ore 9:00 darà il via ufficiale alla corsa. È da qui, con il salmastro alle spalle, che inizia un viaggio che porterà i corridori a attraversare ecosistemi radicalmente diversi nell’arco di sei giorni.
Il percorso tappa per tappa
Tappa 1 – Mossel Bay › Riversdale: 128 km, 1.750 m D+
La prima giornata è una tappa di transizione nel senso più nobile del termine. Si parte dalla costa e si entra gradualmente nell’entroterra, attraversando le colline vitifere di Jakkalsvlei e il drammatico attraversamento del fiume Gouritz, segnale inequivocabile del cambio di paesaggio: dal verde lussureggiante della Garden Route alla polvere e all’aridità del Klein Karoo. L’arrivo all’Oakdale High School di Riversdale chiuderà una tappa che vale più come introduzione geografica che come banco di prova fisico — anche se i 1.750 metri di dislivello invitano alla prudenza.
Tappa 2 – Riversdale › Calitzdorp: 119 km, 2.100 m D+
La seconda frazione è quella in cui la corsa inizia a fare sul serio. La partenza da Oakdale con l’ascesa al Garcia Pass regala panorami mozzafiato sul fondovalle, prima che il percorso si inoltri verso VanWyksdorp e affronti il protagonista assoluto della giornata: il Rooiberg Pass. Salita severa attraverso un paesaggio brullo e selvaggio, è qui che avviene la prima vera selezione. La discesa su Calitzdorp, capitale sudafricana del porto, sarà la ricompensa per chi avrà saputo gestire le energie.
Tappa 3 – Calitzdorp › Prince Albert: 91 km, 2.150 m D+
La tappa più breve in chilometri è quella più dura in termini di gradiente e significato simbolico. Il percorso da Calitzdorp verso Prince Albert include l’ascesa allo Swartberg Pass, valico leggendario inciso nella montagna con tornanti e pareti a strapiombo che superano i 1.000 metri di dislivello in una singola salita. Non si tratta semplicemente di un col: è uno degli sterrati più iconici dell’intero continente africano, e attraversarlo in gara rappresenta uno dei momenti più attesi dell’intero Garden Route Giro. La discesa verso la Great Karoo e l’oasi di Prince Albert chiude una tappa da manuale del gravel racing puro.
Tappa 4 – Prince Albert › De Rust: 104 km, 1.700 m D+
Dopo le fatiche dello Swartberg, la quarta tappa offre una relativa tregua altimetrica, anche se definirla “facile” sarebbe fuorviante. Il Kredouw Pass apre la giornata con un’ascesa regolare su asfalto prima che il gravel torni protagonista attraverso le pianure di Middelwater. La vera sorpresa è la gola di Meiringspoort, canyon di roccia rossa attraversato da un fiume: uno dei tratti più spettacolari dell’intero percorso. L’arrivo a De Rust avviene con un circuito in stile criterium attorno al piccolo centro abitato, con curve secche, salitelle e un finale in volata tecnico che richiede lucidità dopo ore di corsa.
Tappa 5 – De Rust › Knysna: 167 km, 2.500 m D+
È la Regina di montagna, senza mezzi termini. Con 167 chilometri e 2.500 metri di dislivello è la tappa più lunga e impegnativa dell’intera settimana, quella che riscriverà la classifica generale e definirà il vincitore del Giro. Dopo Uniondale, zona di grande spettatori e primo punto di riferimento della giornata, la corsa affronta il Prince Alfred’s Pass: salita immensa su fondo sterrato, con tornanti e sezioni nel cuore della foresta di Diepwalle, dove l’aria profuma di Yellowwood e Stinkwood, gli alberi millenari della foresta di Knysna. La discesa finale verso la baia è veloce e tecnica, con un ultimo strappo verso il traguardo panoramico affacciato sull’estuario. Chi arriverà qui con le gambe, avrà vinto la corsa.
Tappa 6 – Knysna › Wilderness: 75 km, 1.100 m D+
Il giro d’onore del Garden Route Giro non è un regalo. Settantacinque chilometri con sei valichi di montagna — tra cui il Phantom Pass e le Wilderness Heights — prima della discesa finale verso la costa. L’arrivo all’hotel di Wilderness sancisce la fine della corsa e l’inizio della festa, con la cerimonia conclusiva prevista per le ore 18:00 del 18 aprile.
Le maglie: quattro simboli ispirati alla tradizione dei Grandi Giri
Gli organizzatori hanno lavorato con cura sulla costruzione identitaria della corsa, e le maglie di leader ne sono la sintesi più visibile. Ispirate nell’estetica ai Grandi Giri del ciclismo su strada, ma declinate in chiave gravel con un linguaggio visivo sudafricano, portano tutte il nome e la simbologia della Protea, fiore nazionale del Sudafrica.
La Protea Aurea — oro, per la classifica generale assoluta — va al leader complessivo tra Elite uomini e donne. La Protea Velo — viola scuro, tonalità ametista — premia il miglior velocista sui segmenti sprint. La Protea Rosa — nelle tonalità salmone della grande tradizione del Giro d’Italia — è riservata al miglior scalatore. La Protea Nocturne— blu notte — celebra le categorie d’età: Veterans, Masters e Grand Masters, corridori che portano in gara anni di esperienza e passione.
Il montepremi: 700.000 rand in palio
Il Garden Route Giro mette in palio un montepremi complessivo di 700.000 rand sudafricani, distribuito tra vincitori di tappa, classifiche speciali e categorie d’età. Una cifra che sottolinea la serietà dell’evento e la volontà di attrarre corridori di livello internazionale sin dalla prima edizione.
Le categorie in gara sono cinque: Elite, Amateurs, Veterans, Masters e Grand Masters, con classifiche separate per uomini e donne.
Logistica e accesso
La base logistica della gara è il George Airport (GRJ), a circa 40 minuti da Mossel Bay, con voli diretti da Città del Capo, Johannesburg e Durban. Gli organizzatori mettono a disposizione un servizio di transfer opzionale dall’aeroporto al villaggio gara per il 12 aprile, con rientro previsto domenica 19 aprile. Il trasporto delle biciclette è incluso nel servizio navetta. Per chi arriva dall’estero, i punti di ingresso internazionale consigliati sono Cape Town International (CPT) e OR Tambo International (JNB), con coincidenza interna su George.
La gara è organizzata nell’ambito del programma Dryland Rewards: il completamento del Garden Route Giro garantisce 15 punti fedeltà, spendibili in sconti sulle future iscrizioni.
Una settimana che vale un continente
Il Garden Route Giro arriva in un momento in cui il gravel racing internazionale è alla ricerca di nuovi scenari, nuovi miti e nuovi riferimenti geografici. L’Africa meridionale, con i suoi sterrati antichi, i suoi valichi inesplorati e la sua luce che non assomiglia a nessun’altra, offre esattamente quello che il circuito globale non aveva ancora trovato: una prova a tappe capace di sfidare il corpo e disorientare i sensi nello stesso istante.
Dal mare di Mossel Bay alle foreste di Wilderness, passando per la durezza del Karoo e l’iconografia dello Swartberg, il Garden Route Giro è già, sulla carta, qualcosa di raro. Il 13 aprile 2026 sapremo se mantiene la promessa.
Tutte le informazioni, i dettagli di iscrizione e il montepremi completo sono disponibili sul sito ufficiale: gardenroutegiro.co.za



