Mads Würtz Schmidt e Femke Markus sono i nuovi campioni europei Gravel. Il danese e l’olandese hanno vinto a Houffalize, nel cuore delle Ardenne belghe, davanti a un parterre che contava circa 1800 partecipanti tra elite e categorie amatoriali. Per gli uomini si tratta di una conferma, per le donne di un cambio della guardia che chiude l’anno di regno di Erica Magnaldi, la più forte degli azzurri in gara con un settimo posto.
La rassegna continentale, giunta alla quarta edizione dopo le tappe di Oud-Heverlee 2023, Asiago 2024 e Avezzano 2025, ha assegnato anche punti validi per la qualificazione ai Mondiali UCI Gravel, in programma il 10 e l’11 ottobre a Nannup, in Australia occidentale. Il percorso, imperniato sulla ripida Côte de Saint-Roch nei primi chilometri, ha selezionato duramente il gruppo fin dalle prime battute, come già raccontato da gravelnews.it nell’anteprima della corsa.
Schmidt vola in solitaria, Belgio d’argento e bronzo
In campo maschile la corsa si è decisa a distanza. Dopo un avvio compatto, quattro corridori hanno preso in mano la gara: Schmidt, il connazionale Jonas Lindberg, il belga Wout Alleman e l’azzurro Jakob Dorigoni, capaci di guadagnare rapidamente circa un minuto sul gruppo degli inseguitori. Il francese Hugo Drechou ha tentato di ricucire lo strappo, senza riuscirci, mentre il campione belga in carica Daan Soete è stato tradito da un guasto meccanico nella prima parte di gara, compromettendo così ogni ambizione di podio in casa.
Con ancora una cinquantina di chilometri da percorrere Schmidt ha forzato ulteriormente il ritmo, staccando i compagni di fuga e involandosi verso il traguardo in solitaria. Il vantaggio, una volta consolidato, non è più stato messo in discussione fino all’arrivo, tagliato peraltro in mezzo a diversi cicloamatori partiti in precedenza sullo stesso circuito, complicando non poco la lettura televisiva del momento clou della giornata.
Alle spalle del danese la battaglia per le altre medaglie si è riaperta negli ultimi chilometri: Niels Vandeputte ha beffato in volata il francese Eddy Le Huitouze, regalando al Belgio il double di argento e bronzo. Buona la prova di Gioele De Cosmo, sesto e primo degli italiani, che ha corso stabilmente nelle posizioni di vertice insieme ai compagni di squadra del Torpado Kenda FSA, Casey South e Fabian Rabensteiner. Dorigoni, protagonista nella prima parte di corsa, ha chiuso ottavo.
Classifica elite uomini
Mads Würtz Schmidt (Danimarca) — 4:09:57
Wout Alleman (Belgio) — +1’09”
Niels Vandeputte (Belgio) — +3’43”
Eddy Le Huitouze (Francia) — +3’48”
Casey South (Svizzera) — +4’02”
Gioele De Cosmo (Italia) — +4’26”
Magnus Bak Klaris (Danimarca) — +5’49”
Jakob Dorigoni (Italia) — +7’27”
Floris De Tier (Belgio) — +7’46”
Rick Ottema (Paesi Bassi) — +8’12”
Da segnalare, più indietro, i piazzamenti di Mattia De Marchi, diciassettesimo a 10’33”, e dello stesso Rabensteiner, diciottesimo a 10’35”.
Markus beffa Van Anrooij in volata, Magnaldi cede il titolo
Tra le donne la corsa è rimasta apertissima fino agli ultimi metri. Dopo un tentativo di fuga a sei, animato inizialmente da Elena Hartmann e Larissa Hartog e rientrato nella prima parte di gara, sono state ancora le olandesi a rompere gli indugi: Hartog, Markus e Shirin van Anrooij hanno rilanciato l’azione decisiva, staccando definitivamente le rivali, compresa Magnaldi.
A circa otto chilometri dal traguardo Van Anrooij ha allungato in discesa, seguita a ruota da Markus e dalla francese Axelle Dubau-Prévot, sorella di Pauline Ferrand-Prévot. Nel tentativo di rispondere Markus ha commesso un errore di traiettoria, infilando la ruota anteriore nel fango. L’incidente non le ha però impedito di riorganizzarsi e ricongiungersi al gruppo di testa prima dello sprint finale, risolto a suo favore con margini ridottissimi: appena due secondi su Van Anrooij, otto su Dubau-Prévot.
Magnaldi, campionessa europea in carica dopo il successo di Avezzano 2025, ha chiuso settima a 7’39”, cedendo così il titolo ma confermando la solidità del movimento gravel femminile azzurro, che nell’albo d’oro della manifestazione conta già l’oro della piemontese nel 2025, l’argento di Silvia Persico nel 2024 e i bronzi di Elena Cecchini nel 2023 e di Alice Maria Arzuffi nel 2024.
Classifica elite donne
Femke Markus (Paesi Bassi) — 4:57:27
Shirin van Anrooij (Paesi Bassi) — +2”
Axelle Dubau-Prévot (Francia) — +8”
Larissa Hartog (Paesi Bassi) — +23”
Elena Hartmann (Svizzera) — +3’24”
Seraina Leugger (Svizzera) — +4’38”
Erica Magnaldi (Italia) — +7’39”
Marthe Truyen (Belgio) — +7’43”
Elisa Serné (Paesi Bassi) — +8’12”
Irina Lützelschwab (Svizzera) — +8’15”
Più indietro le altre azzurre: Giorgia Marchet dodicesima a 8’19”, Carlotta Borello quattordicesima a 11’49” e Debora Piana diciassettesima a 11’57”.
Verso Nannup
Con questa prova si chiude un ciclo continentale che negli ultimi tre anni ha visto l’Italia protagonista costante sul podio, sia individuale sia nel computo nazionale delle medaglie. La Nazionale gravel, guidata dal Commissario Tecnico Daniele Pontoni, si prepara ora a spostare l’attenzione sui Mondiali UCI di ottobre, dove la caccia sarà aperta sia per Schmidt, a caccia di un tris iridato dopo il bis europeo, sia per le azzurre, che partiranno da Nannup con l’ambizione di riportare l’Italia sul podio più alto dopo l’annata di Magnaldi.
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