Enve G SES
Tre ruote nate per il gravel ad alta velocità
Quando Enve presentò il proprio primo set di ruote dedicato al gravel, nel 2018, il contesto era profondamente diverso da quello attuale. Le coperture erano più strette, le velocità medie di gara inferiori e l’aerodinamica era ancora un concetto estraneo alla grammatica tecnica del fuoristrada ciclistico. Otto anni dopo, il marchio americano con sede a Ogden, Utah, ha risposto a una disciplina radicalmente evoluta con una proposta altrettanto radicale: la gamma G SES, composta da tre ruote che l’azienda definisce senza mezzi termini “le più veloci ruote da gravel mai costruite”.
La linea si articola in tre modelli — il G SES 6.7 Pro, il G SES 4.5 Pro e il G SES 4.5 — che riprendono le denominazioni di profondità già adottate nella gamma SES per l’uso su strada. La logica è la stessa: differenziare la proposta in base alle esigenze specifiche del corridore, con il 6.7 Pro orientato alla massima efficienza aerodinamica e il 4.5 posizionato su un profilo più polivalente.
Il G SES 6.7 Pro: il cerchio più largo mai prodotto per il gravel
Il modello di punta è quello che cattura l’attenzione fin dalla prima specifica tecnica: una larghezza interna del cerchio di 35 mm, un dato che non ha precedenti nel mercato delle ruote gravel di serie. Per fare un raffronto immediato, le Zipp 303 XPLR SW, fino a ieri il riferimento del segmento in termini di larghezza interna, si attestano a 32 mm. Enve ha deciso di superare quel limite con un margine significativo, e lo ha fatto con una precisa motivazione tecnica: i pneumatici da competizione gravel hanno raggiunto dimensioni — tra 44 e 55 mm — per le quali un cerchio più stretto non garantisce più la transizione ottimale del flusso d’aria sul fianco del cerchio stesso.
I profili sono asimmetrici tra anteriore e posteriore — 60 mm davanti e 67 mm al posteriore — seguendo la medesima filosofia già applicata alle SES stradali, dove ruota anteriore e posteriore sono progettate per rispondere a condizioni aerodinamiche differenti in funzione della posizione sul mezzo. La larghezza esterna raggiunge 42,6 mm. Il peso dichiarato è di 735 g per l’anteriore e 845 g per il posteriore, per un totale di 1.580 g a coppia.
Sul piano aerodinamico, Enve ha condotto sessioni di test comparativi in galleria del vento, utilizzando come riferimento di base le proprie ruote AG25, un cerchio gravel di 21 mm di profondità. I risultati indicano un risparmio di 8 watt a 32 km/h e di 25 watt a 48 km/h per il G SES 6.7 Pro rispetto alla ruota baseline, calcolato come media su coperture da 40, 44 e 48 mm testate a vari angoli di imbardata compresi tra 0 e 17,5 gradi. Il confronto diretto con le Zipp 303 XPLR SW evidenzia un vantaggio del 3,5% in termini di riduzione della resistenza aerodinamica alla velocità di 32 km/h, mentre quello rispetto alle Reserve 40/44 GR sale al 5,8%.
Enve stessa ammette che il vantaggio del 6.7 Pro si esprime con maggiore chiarezza sui percorsi veloci e pianeggianti: su tracciati con dislivello significativo, il peso complessivo del cerchio ne limita l’appeal rispetto a soluzioni più leggere. L’azienda è esplicita su questo punto: la 6.7 è una ruota per chi corre al limite, non un compromesso universale.
G SES 4.5 Pro e 4.5: aerodinamica senza rinunciare alla versatilità
Le due varianti 4.5 condividono il cerchio con profilo asimmetrico — 49 mm anteriore e 55 mm posteriore — e una larghezza interna di 30 mm, più contenuta rispetto al 6.7 Pro ma comunque ottimizzata per pneumatici tra 44 e 52 mm. Il peso dichiarato è di 685 g per l’anteriore e 795 g per il posteriore nel caso del G SES 4.5 Pro, con un risparmio di circa 100 g sull’intera coppia rispetto al modello di punta. Il G SES 4.5 non-Pro pesa soltanto 15 g in meno rispetto alla versione Pro.
La differenza tra Pro e non-Pro non risiede nel cerchio — identico — ma nell’equipaggiamento di mozzi e raggi. Il modello Pro monta i mozzi Innerdrive PRO con cuscinetti in ceramica e rocchetto a 40 denti ad innesto rapido, che garantiscono un risparmio di 60 g rispetto ai mozzi Innerdrive Premium utilizzati sul G SES 4.5. Sul fronte dei raggi, entrambe le versioni adottano i Silver Alpina Ultralite, ma il Pro utilizza nipples in lega di alluminio Alpina, mentre il non-Pro monta nipples Alpina Nylock in ottone.
La tecnologia mutuata dalla MTB
Per rispondere alle sollecitazioni tipiche del fuoristrada, Enve ha attinto al proprio patrimonio tecnico nel settore mountain bike. La Wide Hookless Bead technology — pensata originariamente per limitare le forature da pizzico sui copertoncini MTB — è stata integrata nei cerchi G SES per creare un bordo anteriore più largo e smussato, capace di dissipare l’energia d’impatto invece di trasferirla direttamente al pneumatico. Tutti e tre i modelli della gamma sono stati collaudati secondo gli standard di ritenzione pneumatico sviluppati internamente da Enve, con una pressione massima dichiarata di 50 psi (3,4 bar).



La filosofia progettuale affianca all’eredità MTB l’esperienza maturata con le ruote SES stradali — quelle con cui UAE Team Emirates si è imposta nelle gare più importanti del WorldTour, grazie anche a Tadej Pogačar. La stessa tecnica di ottimizzazione della geometria del cerchio in funzione della copertura montata è stata applicata qui, con l’obiettivo di mantenere un flusso d’aria pulito lungo il fianco del cerchio anche con pneumatici di grande sezione. I cerchi sono prodotti interamente nello stabilimento di Ogden, Utah, e vengono offerti con garanzia a vita limitata e programma di sostituzione in caso di incidente.
Prezzi
Il G SES 6.7 Pro e il G SES 4.5 Pro sono disponibili al prezzo di 3.899 euro per la coppia. Il G SES 4.5 è proposto a partire da 3.100 dollari per il mercato nordamericano; il prezzo per il mercato europeo non è stato ancora comunicato ufficialmente al momento della pubblicazione.





