Da impiegati a finisher
Il documentario Canyon racconta The Traka vista dai principianti
Canyon scardina la narrazione classica del marketing sportivo. Niente campioni del mondo, niente atleti di punta della scuderia: il nuovo documentario in due episodi del brand tedesco segue due dipendenti aziendali, senza alcuna esperienza agonistica, nel loro tentativo di completare la distanza dei 100 km de The Traka, la gravel race più importante d’Europa.
Il progetto, intitolato “Fish Out Of Water”, racconta il percorso di Mira Thelen, specialista doganale che torna in sella dopo quasi otto anni di stop, e Ilkin Yagubov, cuoco aziendale la cui motivazione a pedalare nasce, dichiaratamente, più dall’amore per la pasta che dallo sport.
Un anno fa i due hanno accettato la sfida lanciata internamente da Canyon: costruire, in oltre 200 giorni di allenamento, la condizione necessaria per chiudere la gara entro il limite delle 7 ore.
Il risultato, secondo quanto comunicato dal brand, non è un prodotto patinato da ufficio marketing, ma un racconto crudo e non filtrato, fatto di cadute, fatica, momenti di sconforto verso il proprio mezzo e progressi reali in termini di tecnica e capacità aerobica. Una narrazione che si allontana dal cliché dell’atleta già performante per avvicinarsi all’esperienza concreta di chi si avvicina al gravel da zero, un pubblico che rappresenta la maggioranza dei praticanti reali della disciplina.
A commentare l’iniziativa è il filmmaker Agon Syla, che descrive Ilkin e Mira come due eroi non convenzionali, capaci di trasmettere lo stesso valore narrativo degli atleti elite abitualmente protagonisti delle produzioni del brand. Syla sottolinea come l’obiettivo della campagna sia comunicare un messaggio di inclusività: la gioia della pratica ciclistica non dovrebbe essere riservata solo a chi è già allenato, ma appartenere a chiunque pedali, a qualunque livello.
Il primo episodio, “Fish Out Of Water”, è già disponibile sul canale YouTube di Canyon. Il secondo episodio uscirà venerdì 3 luglio, completando il racconto del percorso dei due protagonisti fino al traguardo della gara disputata in primavera a Girona.
The Traka resta, anche in questa occasione, un riferimento centrale nel panorama gravel internazionale, capace di generare contenuti che vanno oltre la semplice cronaca agonistica per toccare temi più ampi legati alla cultura e all’accessibilità della disciplina.
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