Colnago ha presentato la G5-X, nuova bici gravel destinata alle competizioni che raccoglie l’eredità della G4-X ma non ne è una semplice evoluzione. Il costruttore di Cambiago parla di una piattaforma inedita, progettata fin dall’inizio per le gare gravel e non ricavata da un telaio strada adattato. Il cambio di impostazione è evidente: dove la G4-X si avvicinava a una bici da ciclocross o da strada, rigida e diretta, con un passaggio gomme massimo di 45 mm, la G5-X guarda alle corse lunghe, sconnesse e spesso autosufficienti.
Quattro gare come riferimento
Per definire il progetto, Colnago ha preso a modello quattro eventi molto diversi tra loro: The Traka, Unbound 200, Badlands e GranGuanche Audax. Il primo propone discese tecniche e molto dislivello, il secondo è lungo, veloce e imprevedibile, il terzo sconfina nell’ultracycling in autonomia, l’ultimo aggiunge tappe multiple, bici cariche e bivacco. Un compito molto ampio per un solo telaio, che spiega le scelte di una bici meno estrema nella rigidità e più versatile nell’uso.
Gomme da 53 mm di serie da 50
Il dato che salta all’occhio è il passaggio gomme, salito da 45 a 53 mm nominali. Colnago lo sfrutta davvero: tutte le versioni escono con coperture 700x50. Sulla top di gamma troviamo le Goodyear XPLR Inter TLR, mentre sulle versioni Force e Rival montano le Pirelli Cinturato Gravel RH. Più spazio significa anche migliore evacuazione del fango, aspetto che i tecnici hanno tenuto presente guardando alle edizioni bagnate di Unbound.
Geometria più lunga, bassa e stabile
La geometria segue la tendenza dell’ultima stagione: interasse allungato, angolo sterzo più aperto e movimento centrale più basso. La forcella ha un offset di 52 mm su tutte le taglie. L’abbassamento del movimento centrale serve a compensare l’altezza maggiore delle ruote con pneumatici voluminosi, mantenendo il ciclista basso tra le ruote.
Le taglie sono cinque: 450, 480, 510, 540 e 570. Sulla 510 i dati dichiarati sono stack di 575 mm, reach di 392 mm, angolo sterzo di 71 gradi, angolo sella di 73,5 gradi, foderi orizzontali di 435 mm, caduta del movimento centrale di 80 mm e interasse di 1.044 mm. Le tre taglie più piccole condividono i 80 mm di caduta, mentre la 540 e la 570 scendono a 77,5 mm.
Nuova laminazione e telaio più accogliente
Cambia anche la costruzione in carbonio. La nuova laminazione punta ad attenuare le asperità senza perdere reattività in salita e in accelerazione. Una scelta coerente con il nuovo impiego, dove la rigidità quasi da bici da strada della G4-X avrebbe penalizzato sulle distanze lunghe. Un contributo al comfort arriva anche dal reggisella tondo da 27,2 mm, un diametro standard che consente di montare liberamente altri modelli in carbonio, sospesi o telescopici.
Vano nel tubo obliquo e attacchi per il carico
Nel tubo obliquo trova posto un vano chiuso da un coperchio rimovibile, pensato per camera d’aria, CO2, tappi per tubeless, multiutensile e piccoli ricambi. Sono presenti sei punti di fissaggio standard da 64 mm, compresi quelli sulla forcella, utili per trasportare materiale nelle prove in autonomia.
Ogni bici viene consegnata con tre attacchi Fidlock Twist Lock, che permettono di agganciare borracce e accessori con un movimento di rotazione laterale. Il sistema libera spazio nel triangolo, soprattutto quando una borsa da telaio riduce l’ingombro disponibile. Restano comunque compatibili i classici portaborraccia.
Cockpit, trasmissione e compatibilità
Le versioni Red e Force adottano il manubrio integrato in carbonio CC.01 Wide, con svasatura di 30 mm per lato contro i 10 mm del modello da strada, reach di 72,5 mm, drop di 120 mm e angolo dell’attacco di 82 gradi. La Rival utilizza invece un manubrio in alluminio Deda SuperZero Gravel abbinato all’attacco Colnago SR10.
Il movimento centrale diventa filettato BSA da 68 mm, abbandonando il T47 della G4-X. Il telaio è compatibile con il sistema UDH e accetta configurazioni sia monocorona sia doppia corona. La corona singola può arrivare a 50 denti, mentre per le doppie vanno bene tutte le soluzioni gravel; tra quelle da strada sono ammesse solo compatte e super compatte. Un unico vincolo: si può montare soltanto la trasmissione elettronica. Tutti e tre gli allestimenti prevedono SRAM XPLR AXS con corona da 40 denti, cassetta 10-46 e dischi da 160 mm all’anteriore e al posteriore.
Allestimenti e prezzi
Al lancio le versioni sono tre, tutte con lo stesso telaio e la stessa costruzione. La SRAM Red XPLR AXS E1 monta ruote Zipp 303 XPLR SW, gomme Goodyear XPLR Inter 700x50 e cockpit CC.01 Wide: costa 9.200 euro. La SRAM Force XPLR E1 passa a ruote in carbonio Vision TC45 e Pirelli Cinturato Gravel RH 700x50, con lo stesso cockpit: 5.750 euro. La SRAM Rival XPLR E1 mantiene ruote e gomme della Force, ma adotta manubrio Deda e attacco SR10: 4.900 euro. Le colorazioni sono Carbon Green e Carbon Blue, disponibili su tutte le taglie.
Dai materiali diffusi non emergono il peso del telaio né quello delle bici complete, e solo una prova su strada potrà chiarire se la G5-X conserva parte dello scatto della G4-X, apprezzata anche nel ciclocross. Sulla carta il progetto risponde bene a ciò che oggi si chiede a una gravel da corsa: gomme larghe, stabilità, spazio per il carico e standard aperti. Resta da verificare come si comporterà quando la strada sarà vera.
Ci vediamo sugli sterrati.
Sostieni gravelnews.it con una donazione o condividi l’articolo. Grazie!
Se non l’hai ancora fatto iscriviti alla nostra newsletter per ricevere tutti gli aggiornamenti dal mondo del gravel, del bikepacking, della MTB e di tutto quello che è sterrato!











