Il ritorno dei cerotti nasali nel Ciclismo
Moda Vintage o Reale Vantaggio Aerobico?
Ciao a tutti gli amici di gravelnews.it!
Siamo abituati a vedere il ciclismo come un mondo in perenne evoluzione tecnologica: telai in carbonio sempre più aerodinamici, cambi elettronici che sembrano usciti da un film di fantascienza e scarpe, come le Giro Gritter di cui abbiamo parlato recentemente (apprezzandone la suola in gomma e il comfort sulle lunghe distanze), che fondono performance e stile.
Tuttavia, a volte il ciclismo guarda indietro per riscoprire soluzioni del passato. Se avete seguito le ultime gare di Coppa del Mondo di XC, le tappe del Tour o anche qualche evento gravel endurance, avrete notato un dettaglio curioso sui volti di molti atleti: il cerotto nasale.
Sembrava un retaggio degli anni ‘90, un accessorio finito nel dimenticatoio insieme ai telai in alluminio a tubi sottili, eppure è tornato prepotentemente di moda. Ma perché? È solo un effetto placebo o c’è della scienza dietro? Facciamo il punto.
Il grande ritorno: dai Pro al Gravel
Negli anni d’oro di inizio duemila, il cerotto nasale era un “must-have”. Poi, per quasi due decenni, è praticamente sparito, sostituito da una maggiore attenzione all’allenamento dei muscoli respiratori e da una gestione diversa dell’intensità.
Oggi, però, la ricerca della marginal gain (il guadagno marginale) ha riportato l’attenzione sulla respirazione nasale. Nel gravel, in particolare, dove le polveri sottili delle strade bianche e le allergie possono irritare le vie aeree, o nel bikepacking estremo, dove la stanchezza porta a una congestione naturale delle mucose, avere un aiuto meccanico per tenere aperte le narici sta diventando una scelta comune.
Come funzionano (e perché funzionano)
Il principio è semplicissimo: una striscia di materiale plastico flessibile che, una volta applicata, tende a tornare alla sua forma dritta, sollevando meccanicamente le ali del naso.
Riduzione delle resistenze: La maggior parte della resistenza al passaggio dell’aria avviene proprio nelle narici. Allargarle riduce lo sforzo necessario per inspirare.
Respirazione Nasale vs Orale: Respirare dal naso permette di umidificare e filtrare meglio l’aria. Anche se ad altissima intensità è inevitabile passare alla respirazione orale, il cerotto permette di mantenere la respirazione nasale più a lungo, ritardando l’affaticamento dei muscoli accessori.
Recupero: Molti atleti li usano non solo in gara, ma anche di notte per migliorare la qualità del sonno e l’ossigenazione durante il recupero post-sforzo.
Non solo “strisce”: L’evoluzione tecnologica
Se un tempo esistevano solo i classici cerotti color carne da farmacia, oggi il mercato offre soluzioni specifiche per il ciclismo. Esistono sistemi con supporti magnetici che si fissano all’interno del naso o clip esterne più rigide che promettono di aumentare il flusso d’aria fino al 30% in più rispetto ai modelli tradizionali.
Guida all’Acquisto: I 3 Sistemi più scelti dai Ciclisti
Se vuoi provare i benefici della dilatazione nasale, oggi non hai solo l’opzione del cerotto adesivo. Esistono tre categorie principali, ognuna con i suoi pro e contro:
1. Il Top per i Pro: Intake Breathing (Sistema Magnetico)
È il sistema che ha fatto scalpore al Giro d’Italia e nelle classiche del Nord (visto spesso sul naso di atleti come Giulio Ciccone).
Come funziona: Non è un semplice adesivo elastico. Si applicano due piccole placchette magnetiche sulle narici e poi si indossa un “ponte” rigido magnetico che le attira verso l’esterno.
Vantaggi: Non si stacca con il sudore (problema tipico dei cerotti classici) e offre l’apertura più potente e costante in assoluto.
Ideale per: Gare Gravel polverose, Marathon di lunga durata e chi cerca il massimo “airflow”.
2. L’Evoluzione Interna: Turbine (Breathe Right / Rhinomed)
A differenza del cerotto, questo è un dilatatore interno in polimero morbido. Lo abbiamo visto spesso nel Tour de France, reso celebre da Chris Froome.
Come funziona: Si inserisce all’interno delle narici. Ha una piccola aletta regolabile che permette di espandere le pareti nasali dall’interno.
Vantaggi: Esteticamente quasi invisibile, riutilizzabile per circa 10 sessioni e non irrita la pelle del naso (perfetto se hai la pelle sensibile o usi creme solari/antisfregamento).
Ideale per: Ciclocross e prove intense dove la respirazione ritmata è tutto.
3. Il Classico Rinforzato: Breathe Right “Extra Forte”
Il cerotto adesivo tradizionale, ma in versione specifica per l’attività fisica
Come funziona: Una striscia con una molla interna più rigida rispetto alla versione da notte.
Vantaggi: Economico, facile da trovare in farmacia o su Amazon e non richiede “montaggio” complesso.
Ideale per: Chi vuole testare il sistema senza spendere molto.
Tip da Pro: Pulisci bene il naso con una salvietta imbevuta di alcol prima di applicarlo; il grasso della pelle o la polvere del gravel sono i nemici numero uno della colla!
Il verdetto di GravelNews.it
Vale la pena usarli? Se siete soggetti a riniti allergiche, se avete il setto nasale leggermente deviato o se semplicemente sentite che “vi manca l’aria” durante le lunghe ascese sterrate, il cerotto nasale è un investimento minimo che può dare grandi benefici.
In un mondo dove spendiamo migliaia di euro per risparmiare 10 grammi sulla componentistica, spendere pochi centesimi per respirare meglio sembra, ironicamente, la mossa più intelligente e “tech” che si possa fare.
E voi? Siete pronti a sfoggiare un nuovo look nelle vostre prossime avventure gravel? Fatecelo sapere nei commenti!






