Castellón Gravel Race
Valverde per il Tris?
Il weekend del 21 e 22 febbraio 2026 segna il ritorno della Castellón Gravel Race, un appuntamento che in pochissimo tempo si è trasformato da scommessa locale a fulcro del calendario internazionale. Inserita stabilmente nelle UCI Gravel World Series, la prova di Llucena del Cid non è solo una gara di qualificazione per il Mondiale, ma un vero e proprio scontro tra titani che vede schierati alcuni dei nomi più altisonanti del ciclismo mondiale.
Tra i canyon dell’Alcalatén
Il tracciato dell’edizione 2026 si conferma un banco di prova brutale per gambe e materiali. Gli atleti si misurano su una distanza di 97 chilometri, ma è il dato sul dislivello a spaventare: 2.500 metri positivi concentrati in meno di cento chilometri. La morfologia del territorio castiglianese non lascia spazio alla pianura.
Il percorso è composto per il 72% da sterrato e per il 28% da asfalto, con i settori bitumati concentrati nei primi chilometri e in un tratto di raccordo subito dopo la metà gara. La prima ascesa significativa arriva dopo soli 10 km: 6,3 km al 5% medio che servono a operare la prima, drastica selezione. Il cuore della corsa è un susseguirsi di “muri” con pendenze che toccano il 10%, intervallati da discese tecniche e veloci su fondo minerale. La vera “firma” della gara è però l’ultimo chilometro: una rampa spietata al 10% medio che porta i corridori direttamente nel cuore pulsante di Llucena, a soli 300 metri dal traguardo.
Il compromesso tra peso e trazione
Per affrontare un profilo altimetrico così esasperato, i meccanici delle squadre elite hanno lavorato su assetti specifici. La parola d’ordine è leggerezza, ma senza sacrificare la robustezza necessaria nei tratti più sconnessi.
Trasmissioni: La tendenza è verso il monocorona generoso, spesso accoppiato a cassette da 10-44 o addirittura 10-52 (setup di derivazione MTB) per gestire le rampe finali.
Pneumatici: Con il 72% di sterrato prevalentemente compatto, la scelta dei pro ricade su coperture da 40-42mm. Un battistrada semi-slick con tassellatura laterale pronunciata è fondamentale per garantire velocità nei tratti asfaltati e grip nei tornanti polverosi della Sierra de Espadán.
Aerodinamica: Nonostante il dislivello, l’uso di cockpit integrati e telai gravel con profili aero è ormai la norma, segno che la disciplina si sta spostando sempre più verso una performance di derivazione stradale pura.
Il Parterre de Rois: I protagonisti del 2026
La lista dei partenti per questa edizione è semplicemente impressionante, un mix unico di leggende della strada, specialisti del fango e campioni dell’off-road. In prima fila troviamo Alejandro Valverde (Movistar), che punta a calare il tris in una gara che sente sua. Tuttavia, quest’anno la concorrenza è stellare: il francese Romain Bardet (Factor Racing) porta il suo talento da scalatore su terreni inediti, mentre la Danimarca risponde con il campione europeo Mads Würtz Schmidt (Specialized).
Dagli Stati Uniti arriva il “re del gravel” Keegan Swenson, fresco del titolo mondiale XCM 2025, pronto a sfidare gli stradisti europei sul loro terreno. Il contingente belga è guidato dall’inossidabile Thomas De Gendt, al suo primo vero assaggio di World Series dopo l’addio al professionismo su strada, affiancato da specialisti come Daan Soete. L’Italia punta tutto su Matteo Fontana (Swatt Club), che dopo il podio dello scorso anno cerca la consacrazione definitiva contro i mostri sacri del World Tour.
L’attesa è altissima. Castellón non è più solo una gara, è il nuovo standard del gravel agonistico europeo.
La startlist completa: qui



