Cape Epic 2026: Stage 6
Importanti news dal SudAfrica
Stellenbosch, Sudafrica — 21 marzo 2026.
La penultima tappa della Cape Epic 2026 potrebbe riscrivere l’epilogo di una delle gare a tappe su mountain bike più dure al mondo. Dopo 649 chilometri percorsi in sei giorni, il margine che separa la vittoria dalla sconfitta si chiama 13 secondi. Tredici secondi, dopo quasi seicento chilometri di sudafricano.
La Stage 6 da Stellenbosch a Stellenbosch — 76 km e 2.450 metri di dislivello positivo — si è disputata sotto un cielo finalmente terso, con temperature che alle prime ore del mattino sfioravano già i 25 gradi centigradi. Un contesto meteorologico opposto rispetto ai giorni precedenti, ma un percorso che non ha concesso alcuna tregua: nervoso, tecnico, con salite corte e strappi continui che a quasi una settimana dall’inizio della corsa diventano selettivi quanto una cronoscalata.
La corsa esplode a metà percorso
Sin dalle prime ascese la gara si è frantumata. Al passaggio del checkpoint di Boschendal, attorno al chilometro 35, il gruppo di testa si era già ridotto a due sole squadre: i Canyon di Luca Schwarzbauer e Sam Gaze, e i Buff-BH di Wout Alleman e Martin Stosek. I Canyon cercano il terzo posto in classifica generale, mettendo nel mirino gli Orbea Klimatiza. I Buff-BH, invece, inseguono la gloria di giornata. Le due formazioni transitano con circa 40 secondi di margine sulle maglie gialle dei Wilier-Vittoria e sui loro principali avversari nella lotta per la vittoria finale, i Toyota Specialized Imbuko.
Il momento decisivo arriva però prima dell’ultima salita, la temuta “The Doctor”. In un tratto pianeggiante e veloce, Matthew Beers e Tristan Nortje (Toyota Specialized Imbuko) alzano il ritmo in modo deciso e mettono in crisi il duo azzurro. Luca Braidot cede qualche metro, ed è la prima volta in questa Cape Epic che la squadra italiana mostra una crepa visibile. Gli Specialized ne approfittano immediatamente, recuperano sui Canyon e rilanciano l’azione verso il traguardo, lasciando i Buff-BH a gestire il proprio vantaggio fino alla bandiera a scacchi.
Buff-BH vince, ma gli occhi sono sulla classifica
La vittoria di tappa va ad Alleman e Stosek in 3 ore, 13 minuti e 49 secondi, con una fuga costruita con intelligenza e difesa nei momenti chiave. I Toyota Specialized Imbuko tagliano il traguardo con 18 secondi di ritardo, Canyon con 30. I Wilier-Vittoria di Braidot e Avondetto arrivano quinti a 1 minuto e 55 secondi dai vincitori. Sottraendo il distacco accumulato dagli Specialized, il risultato è inequivocabile: il vantaggio in classifica generale dei leader si riduce da oltre un minuto a soli 13 secondi. Un’intera settimana di gara sintetizzata in una manciata di respiri.
Le parole dei protagonisti
A fine gara Matthew Beers non ha nascosto di aver letto la situazione con lucidità: “Abbiamo visto che Luca era in difficoltà e abbiamo deciso di provarci. In una gara come questa devi cogliere ogni occasione.” Il suo compagno Tristan Nortje ha invece ammesso una giornata molto sofferta, soprattutto nelle salite lunghe, raccontando di aver toccato più volte il proprio limite fisico. A tenerlo in corsa, oltre alle proprie riserve, c’è stato anche il gesto ormai diventato simbolico di questa Cape Epic: Beers che in salita appoggia una mano sulla schiena di Nortje e lo spinge. Un centimetro di aiuto che vale quanto un chilometro di fuga.
Gli italiani in gara: segnali positivi
La Stage 6 ha regalato conferme importanti anche guardando al movimento azzurro nel suo complesso. Lorenzo Trincheri, ligure alla sua prima Cape Epic in coppia con Andrin Beeli, ha chiuso nella top 10 di tappa (decimo a 8 minuti e 6 secondi), un risultato di peso per un esordiente su questa corsa. Juri Zanotti, insieme a Mathis Azzaro nella formazione Origine-Wilier, ha ottenuto il settimo posto di giornata a 5 minuti e 25 secondi, confermando una settimana corsa con continuità e ruolo preciso.
In classifica generale, Samuele Porro — nonostante una foratura del compagno Luis Martínez abbia condizionato la giornata — resta solidamente nono in coppia con lo spagnolo, a 30 minuti e 10 secondi dalla vetta: una Cape Epic corsa con costanza, senza guizzi ma senza cedimenti. La Metallurgica Veneta MTB con Nicola Taffarel ed Eskil Evensen-Lie si conferma decima in generale a 33 minuti e 15 secondi, risultato di assoluto valore per una formazione alla prima partecipazione alla corsa sudafricana. Tengono la posizione in ventitreesima piazza anche Nicolas e Lorenzo Samparisi del KTM Spada Brenta Brakes, che si presentano al Grand Finale con l’obiettivo di tagliare il traguardo dell’ultima tappa. Situazione invece difficile per il Torpado Kenda FSA, che ha perso anche la seconda formazione: Gioele De Cosmo è arrivato al traguardo da solo.
Classifica generale uomini dopo sei tappe
Wilier-Vittoria (Braidot-Avondetto) comanda con un totale di 24 ore, 34 minuti e 35 secondi. Toyota Specialized Imbuko (Beers-Nortje) insegue a 13 secondi. Canyon (Schwarzbauer-Gaze) è terzo a 4 minuti e 55 secondi. Klimatiza Orbea (Valero Serrano-Stutzmann) quarto a 10 minuti e 3 secondi. Buff-BH (Alleman-Stosek) quinto a 13 minuti e 38 secondi.
Donne: Seiwald si ritira, Peretti sale sul podio
La giornata femminile si è aperta con una notizia pesante: Greta Seiwald ha accusato febbre nella notte precedente e, nonostante si sia presentata al via insieme a Kate Courtney per rispettare il regolamento, ha dovuto abbandonare la corsa nelle primissime fasi della tappa. Courtney ha proseguito da sola, fuori dalla classifica di coppia, e la generale è stata stravolta.
Davanti continua a dominare il binomio Candice Lill e Alessandra Keller (Thömus Maxon Sabi Sabi), vincitrici anche oggi in 2 ore, 56 minuti e 8 secondi, con autorità e gestione. Secondo posto di giornata per Margot Moschetti e Claudia Peretti (Symbtech.net) a 2 minuti e 47 secondi, terza piazza per Preen e Smith (ChemChamp Honeycomb) a 5 minuti e un secondo. Quinta Giorgia Marchet con la Torpado FSA Kenda a 9 minuti e 35 secondi. Con il ritiro Courtney-Seiwald, Claudia Peretti sale al terzo posto della classifica generale provvisoria, con Marchet quarta. In testa Lill e Keller mantengono un vantaggio di 41 minuti e 54 secondi sulle seconde classificate.
Il Grand Finale: 58 km, tutto da decidere
Resta un’unica tappa. Il Grand Finale è lungo 58 chilometri con 2.150 metri di dislivello, sui trail di Jonkershoek, uno dei network tecnici più iconici del Sudafrica: single track continuo, ritmo elevato, pochissimi spazi per attacchi lineari. Non sarà una passerella e mai nessuno l’ha chiamata così.
Con 13 secondi a separare le prime due coppie in classifica dopo oltre 600 km di gara, la giornata di domani è tecnicamente un tempo a sé. Braidot ha sofferto nei momenti chiave della Stage 6, la sua condizione all’alba del Grand Finale è la variabile principale. Nortje ha dichiarato di essere stato più volte al limite: la sua risposta fisica nella notte tra sabato e domenica varrà quanto qualsiasi tattica di corsa. Due squadre, due leader, due compagni con le stesse crepe.
La Cape Epic 2026 si decide nell’ultimo giorno. Come dovrebbe sempre essere.

