Cape Epic 2026
Beers-Nortje firmano il prologo, Wilier-Vittoria a 6 secondi. Italia protagonista
Durbanville (RSA), 15 marzo 2026 — Si apre con un verdetto sudafricano la ventiquattresima edizione della Cape Epic, ma l’Italia risponde subito con autorevolezza. Al Meerendal Wine Estate di Durbanville, nel prologo di 20 chilometri e 650 metri di dislivello positivo che tradizionalmente inaugura la corsa a tappe più dura del mondo per biker, Matthew Beers e Tristan Nortje del team Toyota Specialized Imbuko si impongono in 44:37.4. Alle loro ruote, a soli 6.3 secondi, Luca Braidot e Simone Avondetto in maglia Wilier-Vittoria, subito in prima fila nella lotta per la classifica generale.
Un prologo che non perdona
Il Meerendal è un teatro collaudato per la Cape Epic: terreno aperto, caldo sudafricano già opprimente a marzo, e le salite del Dorstberg che smistano immediatamente le gerarchie. La “Stairway to Heaven” è il passaggio chiave del tracciato, lì dove la corsa si rompe e le differenze iniziano a materializzarsi. Fare giri alti in questa fase significa rischiare di pagare pegno nelle successive sette tappe, ma gestire con troppa prudenza può costare posizioni pesanti in classifica.
Beers e Nortje hanno corso una gara intelligente, sfruttando la conoscenza del terreno di casa e chiudendo senza sbavature. Braidot e Avondetto hanno tenuto un ritmo altissimo per tutta la prova, perdendo il piccolo margine che li separava dai vincitori soltanto nella discesa finale, dove si sono trovati a dover doppiare la coppia partita immediatamente davanti a loro. Sei secondi e tre decimi che raccontano una giornata quasi perfetta per il team italiano.
La classifica maschile del prologo
La terza posizione è andata a Klimatiza Orbea 1, con Alberto Valero Serrano e Lukas Stutzmann, a 12.8 secondi dal miglior tempo. Quarta la coppia Origine-Wilier formata da Mathis Azzaro e dal lecchese Juri Zanotti, staccati di 25.6 secondi: un risultato di grande solidità per un’altra squadra con forte impronta italiana. «Il percorso era tutto sotto il sole, c’era tanta pianura dove bisognava andare a tutta e poi c’era la salita finale», ha commentato Zanotti a margine della prova.
Canyon con Schwarzbauer e Gaze si inserisce in quinta posizione a 58.2 secondi, prima del doppio sigillo Torpado Kenda FSA: la coppia De Cosmo-Dorigoni chiude sesta in 45:48.1 (+1:10.7), mentre Fabian Rabensteiner e Casey South si piazzano settimi in 46:06.5 (+1:29.1). Rabensteiner ha ammesso apertamente la differenza di forma con il suo partner: «Oggi avevo una gamba atomica e mi sono sentito bene dall’inizio alla fine. Nel finale ho rallentato perché Casey ha sofferto il caldo». Ottava posizione per Klimatiza Orbea 2, con Samuele Porro in coppia con lo spagnolo Pérez Martínez, a 1:32.1 dal vertice.
Più indietro, ma comunque nelle prime trenta posizioni, si segnalano Metallurgica Veneta MTB con Taffarel e il norvegese Evensen-Lie (17° a +2:29.9), il tandem Bike Busters/Bikefix Manno con Beeli e Trincheri (23° a +3:31.1) e KTM Spada/Brenta Brakes con i fratelli Nicolas e Lorenzo Samparisi (28° a +4:06.5).
Novità storica: percorso ridotto per le donne
L’edizione 2026 segna una svolta strutturale nella storia della Cape Epic. Per la prima volta le atlete della gara femminile affronteranno un percorso complessivo inferiore rispetto agli uomini: 560 chilometri con 13.350 metri di dislivello in otto tappe, contro i 707 chilometri e 15.900 metri di dislivello previsti per la prova maschile. Una scelta che riflette un cambiamento di filosofia nella gestione della corsa, destinato ad alimentare il dibattito all’interno della comunità internazionale del cross country marathon.
Lill e Keller aprono con un successo
In campo femminile si è imposta la coppia del team Thömus Maxon Sabi Sabi, con la sudafricana Candice Lill e la svizzera Alessandra Keller, in 51:24.6. Un risultato di grande rilevanza che posiziona la squadra in testa alla classifica generale con un margine già significativo. Al secondo posto Kate Courtney e Greta Seiwald del team She Sends Foundation, a 56.8 secondi. Terzo gradino del podio per Rosa Van Doorn e Vera Looser (Buff-BH/Efficient Infiniti) in 53:33.9, a 2:09.3 di distacco.
Quarta posizione per la coppia Symbtech.net formata da Margot Moschetti e Claudia Peretti, a 2:47.2, perfettamente in corsa per ambire alla generale nelle prossime tappe. Ottava la formazione Torpado FSA Kenda con Katazina Sosna-Pinele e Giorgia Marchet, a 4:26.4.
Il programma delle otto tappe
La Cape Epic 2026 si svilupperà secondo il seguente calendario: dopo il prologo di oggi al Meerendal (20 km), la corsa si trasferirà a Montagu per la prima tappa del 16 marzo (90 km, 2.150 m D+) e per la seconda del 17 marzo (102 km). Il 18 marzo è in programma l’arrivo a Greyton dopo 134 chilometri, seguita dalla tappa in circuito del 19 marzo (84 km). Il 20 marzo il trasferimento porterà la carovana a Stellenbosch (128 km), dove rimarrà per le ultime due tappe: 76 km il 21 marzo e 58 km il 22 marzo per la tappa conclusiva.
I distacchi sono ancora minimi e la corsa è appena cominciata. Con sette tappe ancora da percorrere e un totale di quasi 700 chilometri nelle gambe dei corridori maschili, la Cape Epic 2026 si preannuncia aperta e combattuta. L’Italia può guardare alla classifica con fiducia.

