Cadex entra nel mondo del mountain bike. Il marchio di componentistica di fascia alta del gruppo Giant ha presentato le Max XC WheelSystem, la prima ruota della sua storia pensata per il cross country, sviluppata insieme ai corridori del Giant Factory Off-Road Team e destinata alle gare di vertice. Il peso dichiarato della coppia è di 1.248 grammi, il prezzo di listino di 4.000 dollari, che in Europa diventano 4.200 euro.
Cerchio, raggi e mozzo come un unico sistema
Cadex è conosciuta soprattutto per le ruote da strada e per i manubri integrati, e con le Max XC porta sullo sterrato la costruzione già vista su altri modelli del marchio. I raggi in carbonio Super Aero sono incollati direttamente alle flange dei mozzi, anch’essi in carbonio, a formare una struttura unica che secondo il costruttore massimizza la rigidità e limita la flessione sotto carico.
La raggiatura, denominata Dynamic Balanced Lacing, sfrutta un ampio angolo di tirantatura e bilancia la tensione dei raggi quando la forza sui pedali è più alta. I raggi sono 20 all’anteriore e 24 al posteriore, con filetto in titanio e nippli integrati in lega.
Un cerchio basso e protetto
Il cerchio è in carbonio, hookless, da 29 pollici (700c), con una profondità di soli 22 mm e una larghezza interna di 30 mm. Accoglie coperture da 2,2 a 2,6 pollici. La scelta di un profilo contenuto risponde a due obiettivi: tenere basso il peso e garantire una certa compliance sul terreno sconnesso.
Le spalle del cerchio, spesse 5 mm e chiamate Wide Guard, servono a ridurre il rischio di pizzicature e, sempre secondo Cadex, permettono di rinunciare ai pesanti inserti antiforatura. La laminazione concentra le fibre ad alta resistenza solo nelle zone dove servono, per evitare materiale in eccesso.
Il mozzo posteriore M1-C120
Il posteriore monta il nuovo mozzo M1-C120, con sistema di ingaggio Helical-Bevel Ratchet Drive: 120 denti e un ingaggio di 3 gradi. L’interfaccia tra gli anelli interno ed esterno è elicoidale a 10 gradi, mentre un anello proprietario, il Ratchet Wave Ring, rende costante la forza di ingaggio. I cuscinetti sono in ceramica.
Il corpetto è disponibile per SRAM XD e Shimano Microspline, il disco si fissa con Centerlock e gli interassi sono 110x15 mm davanti e 148x12 mm dietro.
Alan Hatherly, due volte campione del mondo XCO e atleta del Giant Factory Off-Road Team, ha indicato nell’efficienza la caratteristica che si nota subito: ogni watt applicato sui pedali, a suo dire, si trasforma in avanzamento in modo diverso da altre ruote. Dario Lillo, vincitore in Coppa del Mondo XCO e compagno di squadra, ha invece insistito sulla fiducia nel materiale, che permette di spingere al limite.
I numeri dichiarati dal costruttore
Cadex ha messo a confronto le Max XC con le Roval World Cup. Nella prova di rigidità laterale la ruota di Giant avrebbe registrato 45,5 N/mm contro i 43,2 N/mm della rivale, il 5,3% in più. Nel test di compressione distruttiva il carico prima della rottura sarebbe stato di 773,5 kgf contro 440,0 kgf, con un incremento del 75,8%.
Si tratta di prove condotte dal produttore stesso, non verificate da enti indipendenti. Quanto al peso, la coppia pesa 1.208 grammi senza valvole e nastro e 1.248 grammi con valvole e nastro, valore identico per entrambe le versioni di corpetto.
Prezzo e disponibilità
Il prezzo del sistema completo è di 4.000 dollari negli Stati Uniti, 4.200 euro in Europa e 3.500 sterline nel Regno Unito. Vendute separatamente, la ruota anteriore costa 1.650 dollari e la posteriore 2.350 dollari. Il listino colloca le Max XC al vertice del segmento delle ruote MTB di fascia alta.
Le ruote hanno garanzia a vita, a cui si aggiunge una sostituzione per incidente valida cinque anni, riservata al primo proprietario registrato. Il lancio ufficiale è avvenuto il 5 ottobre e il prodotto compare sul sito di Cadex, ma al momento della presentazione risultava esaurito. È possibile iscriversi alla notifica di disponibilità sul sito del marchio.
Resta da capire come si comporteranno le Max XC fuori dai laboratori e fuori dalle gare di Coppa del Mondo. Per ora, i dati a disposizione sono quelli forniti da chi le ha progettate.
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