CADEX Amp 3D
Il futuro della seduta passa per la struttura “Gyroid”
Nel mondo del ciclismo moderno, dove il comfort non è più un optional ma una componente fondamentale della performance, la tecnologia 3D sta ridefinendo i confini di ciò che possiamo aspettarci da una sella.
Noi di gravelnews.it seguiamo da tempo l’evoluzione dei materiali e oggi mettiamo sotto la lente d’ingrandimento la nuova CADEX Amp 3D.
Con un prezzo di listino di 450 euro, si posiziona prepotentemente nel segmento premium, promettendo un salto di qualità rispetto alla versione “standard” grazie a un’imbottitura che abbandona la schiuma tradizionale a favore di una complessa struttura polimerica stampata in tre dimensioni.
Tecnologia al servizio del bacino
La vera magia della Amp 3D risiede nel suo riempimento G3D gyroid. Non si tratta solo di estetica, ma di una gestione millimetrica delle densità. Al tatto, la sella rivela una distribuzione della pressione studiata con cura: il terzo posteriore è più cedevole per accogliere le ossa ischiatiche, la parte centrale aumenta la compattezza per dare stabilità, mentre il muso torna a essere morbido per scaricare i tessuti molli quando ci si sposta in avanti “on the rivet”.
Questa precisione è praticamente impossibile da ottenere con le schiume classiche, dove la densità tende a essere più uniforme. La base e i binari sono realizzati con la Advanced Forged Composite Technology, un processo che utilizza piccoli pezzi di fibra di carbonio pressati insieme anziché i classici strati lunghi. Questo permette di creare forme più complesse e transizioni di spessore ottimizzate, mantenendo il peso sull’ago della bilancia a soli 145 grammi.
Ergonomia e feeling sul campo
Dal punto di vista dello shaping, la Amp 3D sposa la filosofia della “short-nose” con una lunghezza di 245 mm e una larghezza unica di 145 mm. Il profilo curvo, sia longitudinalmente che lateralmente, è pensato per chi cerca una posizione stabile e non vuole scivolare avanti e indietro durante lo sforzo. Sebbene molti produttori consiglino selle piatte per chi è molto flessibile, l’esperienza diretta ci insegna che la forma curva della Amp 3D offre un supporto eccellente anche a chi ama posizioni aggressive e aerodinamiche, riducendo le interferenze con l’interno coscia grazie ai fianchi che scendono rapidamente verso il basso.
In sella la sensazione è netta: si percepisce di essere seduti “sopra” la sella piuttosto che “dentro” di essa. La struttura 3D risulta inizialmente più ferma al tatto rispetto a un’imbottitura tradizionale, ma l’assenza di punti di pressione localizzati è sorprendente. È un comfort quasi tecnico, simile a quello di certi coprisedili a sfere utilizzati per le lunghe ore alla guida, dove il contatto è distribuito in modo così capillare da sparire quasi dalla percezione del ciclista. Inoltre, il materiale stampato offre un grip superiore rispetto ai rivestimenti sintetici lisci, aiutando a mantenere la posizione anche durante i rilanci fuori sella tipici del gravel racing o delle sezioni tecniche in mountain bike.
Una polizza per il carbonio
Un aspetto che spesso spaventa quando si parla di componenti in carbonio ultraleggeri è la fragilità. CADEX affronta il problema frontalmente con il programma Composite Confidence. Oltre alla garanzia standard, l’azienda offre la riparazione o sostituzione gratuita se il componente subisce danni strutturali durante l’uso nei primi due anni dall’acquisto. È un segnale forte di fiducia nella propria tecnologia di carbonio forgiato, anche se ricordiamo sempre che questa copertura non include gli incidenti “da garage”, come dimenticare la bici sul tetto dell’auto.
Vale l’investimento?
Sborsare 100 euro in più rispetto alla versione con imbottitura standard è una scelta che ricade nella sfera del soggettivo, ma i vantaggi in termini di gestione delle vibrazioni e distribuzione del carico sono tangibili. La Amp 3D non è solo un esercizio di stile per sembrare più “pro” nel gruppo, ma uno strumento tecnico che brilla particolarmente nelle lunghe distanze o nelle sessioni indoor più intense, dove la staticità della posizione mette a dura prova la resistenza del nostro fondoschiena. È una sella che richiede un periodo di adattamento minimo, ma che ripaga con una stabilità e una freschezza di seduta difficili da eguagliare con tecnologie del secolo scorso.



