Bosoni record al Tour Divide
Victor Bosoni stabilisce il nuovo record del Tour Divide 2026
Cos’è il Tour Divide
Il Tour Divide è la più lunga e impegnativa gara di bikepacking non-stop al mondo. Il percorso segue la Great Divide Mountain Bike Route, una pista sterrata e in gran parte remota che attraversa le Montagne Rocciose degli Stati Uniti e del Canada da nord a sud.
La partenza avviene a Banff, in Alberta (Canada), e l’arrivo ad Antelope Wells, nel New Mexico (Stati Uniti), al confine con il Messico: oltre 4.300 chilometri con decine di migliaia di metri di dislivello, senza assistenza esterna, senza ammiraglia, senza squadra. I partecipanti devono gestire in autonomia assoluta l’alimentazione, il sonno, la meccanica e la navigazione. Non esiste un’organizzazione che garantisca punti di rifornimento: ogni scelta, ogni sosta, ogni riparazione è responsabilità esclusiva del corridore. È una prova che mette alla pari la condizione fisica, la strategia, la capacità di soffrire e quella di recuperare.
Il record
Victor Bosoni ha firmato una delle prestazioni più straordinarie nella storia del Tour Divide 2026, completando il percorso tra Banff e Antelope Wells in 11 giorni, 8 ore e 27 minuti e stabilendo un nuovo record ufficiale della prova.
Il precedente primato apparteneva al lituano Justinas Leveika, che aveva concluso il tracciato in 13 giorni, 2 ore e 16 minuti nel 2024. Il miglioramento firmato dal corridore francese ammonta a 1 giorno, 17 ore e 49 minuti: non una limatura del record, ma uno stravolgimento della scala di riferimento temporale dell’intera competizione.
Vale la pena ricordare che nella stagione 2025 lo svizzero Robin Gemperle aveva completato il Tour Divide in meno di 12 giorni, ma il suo tempo non era stato omologato come record ufficiale perché il percorso aveva dovuto deviare a causa di un incendio boschivo. Bosoni ha invece completato il tracciato valido per l’omologazione ufficiale, rendendo la sua prestazione la nuova referenza assoluta della gara.
Il dominio in gara
L’edizione 2026 ha riunito oltre 200 corridori alla partenza, con start scaglionati che potevano complicare la lettura della classifica nelle prime ore. Bosoni si è però portato rapidamente in testa e non ha più ceduto quella posizione per l’intera durata della prova.
Il suo margine è andato crescendo chilometro dopo chilometro. Mentre la gara accumulava ritiri, guasti meccanici, crisi fisiche e abbandoni tra i favoriti, il francese ha mantenuto una continuità difficile da replicare. Nella fase finale del percorso il vantaggio sul primo degli inseguitori si era avvicinato ai 600 chilometri.
Un distacco di quella portata in una prova come il Tour Divide non si costruisce soltanto pedalando più veloce. Il percorso impone valichi di montagna, piste remote, lunghi settori senza rifornimenti, zone desertiche e tratti in cui il vento o un problema meccanico possono ribaltare in pochi minuti il lavoro di giorni interi.
La strategia: recupero contro privazione del sonno
L’immagine classica delle gare di ultradistanza era storicamente legata a corridori che cercavano di ridurre al minimo le ore di sonno per guadagnare terreno nelle ore notturne. L’evoluzione recente della disciplina sta dimostrando che questo approccio non è sempre il più rapido.
Bosoni ha costruito la sua gara su una strategia più controllata, pianificando soste prolungate per mangiare, dormire, lavarsi, effettuare riparazioni e recuperare energie. L’obiettivo non era accumulare chilometri a qualsiasi prezzo, ma essere in grado di tornare a pedalare ad alta intensità ogni giorno. Un modello che ricorda per certi versi le logiche del ciclismo professionistico applicato alla dimensione selvaggia e solitaria del bikepacking estremo: la gestione delle risorse come fattore competitivo primario.
La bicicletta e l’equipaggiamento
Il francese ha scelto una Factor Ostro Sarana in carbonio, montata con manubrio da gravel e pneumatici da 2,2 pollici (circa 56 mm): una configurazione orientata alla velocità nei tratti veloci senza rinunciare alla tenuta necessaria sui fondi più degradati che caratterizzano ampi tratti del percorso.
Il bagaglio è stato ridotto all’essenziale, concentrando il carico in un sistema posteriore compatto e limitando al minimo le borse tipiche delle configurazioni bikepacking più tradizionali. Sul fronte aerodinamico, Bosoni ha optato per un gilet di idratazione indossato sotto la maglia e ha distribuito il cibo nella parte anteriore dell’abbigliamento.
La configurazione non è rimasta immune da problemi: durante la gara il corridore ha dovuto fermarsi per risolvere un guasto al supporto posteriore del carico, un inconveniente che gli ha fatto perdere tempo prezioso. Ha tuttavia riparato il sistema e lo ha mantenuto funzionante fino al traguardo.
Il contesto: un 2026 da fuoriclasse
Il primato al Tour Divide arriva dopo una prima metà di stagione in cui Bosoni aveva già dimostrato di essere il corridore di punta nell’ultradistanza mondiale. Aveva vinto la Transcontinental Race nel 2025 e aveva aperto il 2026 con successi all’Atlas Mountain Race e alla Traka 560, risultati che ne confermavano la capacità di eccellere in scenari molto diversi tra loro.
Il Tour Divide rappresentava però un salto di scala. Più di 4.300 km, autonomia totale, migliaia di metri di dislivello e quasi due settimane di gara rendono ogni variabile potenzialmente determinante. Alimentazione, sonno, meccanica e condizioni atmosferiche pesano quanto la condizione atletica. Bosoni ha gestito ogni aspetto con una precisione che ha reso il suo record non solo difficile da avvicinare, ma difficile persino da inquadrare rispetto a tutto ciò che era venuto prima.
Il Tour Divide ha appena aperto un nuovo capitolo.
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