BMC Kaius 01 2026
La seconda generazione della fast gravel svizzera punta tutto su aerodinamica e copertoni larghi
A pochi giorni dal via di The Traka, BMC ha alzato il velo sulla seconda generazione della Kaius 01, la gravel race con cui Pauline Ferrand-Prévot conquistò il primo titolo mondiale UCI Gravel nel 2022.
La presentazione ufficiale, andata in scena tra le strade bianche dell’altopiano sardo, ha consegnato al mercato un mezzo profondamente rivisto in ogni sua sezione, pensato per rispondere a una disciplina che negli ultimi tre anni ha cambiato pelle, alzando le velocità medie oltre i 35 chilometri orari e imponendo nuove esigenze di comfort, capacità tecnica e versatilità.
Una piattaforma riscritta attorno alla copertura
Se la prima Kaius nasceva con un’impostazione vicina a quella della Teammachine SLR e una luce massima di 45 millimetri, la nuova generazione ribalta la prospettiva. Il telaio, completamente ridisegnato dall’Impec Lab di Grenchen, accoglie ora coperture fino a 52 millimetri di sezione mantenendo i 6 millimetri di luce laterale richiesti dallo standard ISO. Una scelta dichiarata e ragionata: il responsabile R&D Stefan Christ ha spiegato come l’evoluzione del gravel race verso percorsi sempre più tecnici, vicini in alcuni tratti alle marathon mountain bike, abbia reso necessario un ripensamento integrale della piattaforma piuttosto che un semplice aggiornamento estetico.
La geometria segue questa filosofia. In taglia 54, riferimento del progetto, il reach si accorcia di 5 millimetri per caricare maggiormente l’avantreno, mentre i foderi orizzontali si allungano di 5 millimetri per aumentare la trazione posteriore senza compromettere la reattività. Le taglie disponibili restano sei, da 47 a 61 centimetri, con un’attenzione particolare alle proporzioni di ciascun cockpit.
Aerodinamica derivata dalla strada
Il secondo pilastro del progetto è dichiaratamente aerodinamico. BMC ha applicato alla Kaius l’approccio AeroSynthesis già adottato sulla Teammachine R, sviluppata in collaborazione con Red Bull Advanced Technologies. Il risultato più visibile è la forcella Halo, dalla corona ampia e dalla forma marcatamente svasata, progettata per gestire i flussi attorno alla ruota anteriore e compatibile con coperture di sezione molto diversa fra loro. Il guadagno dichiarato è significativo: il kit telaio della seconda generazione risulta del dodici per cento più veloce rispetto al predecessore a parità di configurazione, secondo i test in galleria del vento e le simulazioni CFD condotte dal marchio elvetico.
Il lavoro non si ferma alla forcella. Il tubo obliquo è stato sagomato per lavorare in sinergia con i portaborracce AeroCore, gli stessi montati sulla Teammachine R, mentre il reggisella aero AS10 da 134 grammi, mutuato dalla Teammachine SLR 01, è disponibile sia con arretramento zero sia con offset da 10 millimetri. Sull’allestimento di vertice debutta inoltre il nuovo cockpit integrato ICS Carbon Aero, con sviluppo a misura: 370/420 millimetri sulle taglie fino alla 54, 390/440 millimetri per la 56 e la 58, 410/460 millimetri per la 61. Una svasatura di 12 gradi completa il pacchetto, con cablaggio interno integrale.




Pesi e fibre
Il telaio della Kaius 01 di seconda generazione è dichiarato in 998 grammi per la taglia 54 verniciata, contro i 400 grammi della forcella Halo e i 134 del reggisella, per un kit telaio complessivo di 1.469 grammi. Il calo rispetto alla generazione precedente è di 63 grammi, pari a circa il quattro per cento, ottenuto grazie a un nuovo layup, all’impiego della fibra Premium con orientamenti dei tessuti rivisti, a resine di ultima generazione e a verniciature più leggere. Il peso totale dichiarato per l’allestimento One con copertoni Continental Terra Competition si attesta a 7,1 chilogrammi.
Anche il concetto Tuned Compliance Concept Race è stato rivisto. La rastrematura del piantone e l’innesto dei foderi alti contribuiscono a mantenere il livello di flessibilità verticale della precedente piattaforma, con un comportamento dichiarato dall’azienda come identico in termini di assorbimento, ma più mirato nella gestione delle deflessioni utili.
Solo monocorona, solo elettronico
Una delle scelte più nette riguarda la trasmissione. La nuova Kaius 01 è stata progettata esclusivamente attorno a configurazioni monocorona elettroniche. Non c’è compatibilità con i 2x né con i comandi meccanici, e nemmeno con i vecchi Di2 a passaggio cavo interno, che non trovano alloggio nel routing aggiornato. Da qui la decisione di proporre, almeno in fase di lancio, soltanto allestimenti SRAM XPLR AXS.
Le corone compatibili spaziano da 32 a 50 denti, grazie a un sistema di guida catena rimovibile che apre alla compatibilità anche con trasmissioni mountain bike di ultima generazione. Con il chain catcher montato il limite inferiore sale a 38 denti, mentre due diversi guida catena sono disponibili per coprire le diverse esigenze di rapportatura.
Più capacità di carico, ma con misura
Pur conservando la vocazione race, la nuova Kaius amplia gli spazi destinati al bikepacking veloce e alle gare ultradistanza in autosufficienza. Sotto il tubo orizzontale debutta la Cargo Plate, una piastra di fissaggio per accessori, mentre i fori sul tubo superiore sono stati arretrati per consentire il montaggio di borse aerodinamiche più capienti senza interferenze con la zona di sterzo. Una seconda piastra è stata aggiunta nel nodo di sella e un terzo portaborraccia trova posto sotto il tubo obliquo. La protezione della parte inferiore del tubo obliquo è affidata a un nastro 3M, soluzione minimalista che BMC ritiene sufficiente e con un guadagno di peso non trascurabile rispetto agli scudi tradizionali in plastica. Manca, va detto, l’alloggiamento interno al telaio, scelta che farà discutere ma che il marchio ha motivato con la volontà di non compromettere rigidità e resa in pedalata.
Gli allestimenti e i prezzi
La gamma 2026 si articola in tre versioni complete e in un kit telaio. La Kaius 01 ONE, top di gamma, monta SRAM Red XPLR AXS, ruote BMC CG 39 SL in carbonio e cockpit integrato ICS Carbon Aero, con un prezzo di listino di 10.999 euro. La Kaius 01 TWO adotta SRAM Force AXS XPLR ed è proposta a 7.999 euro. La Kaius 01 THREE, ingresso nella piattaforma race del marchio svizzero, si affida a SRAM Rival XPLR AXS e a ruote CG 40 in carbonio per un listino di 5.499 euro. Il kit telaio nudo, dedicato a chi desidera una configurazione su misura, è disponibile a 4.499 euro.
La parola alle atlete
A Sardegna, accanto allo staff tecnico, era presente Clara Koppenburg, gravel rider del Tudor Pro Cycling, che ha sottolineato come la Kaius rappresenti per lei un riferimento per sicurezza in discesa unita a velocità su salita e pianura. Una testimonianza che si somma a quella, già parte della storia recente della piattaforma, della prima Kaius vincitrice iridata nel 2022.
Una bici di nicchia, dichiaratamente
Il messaggio che arriva dalla seconda generazione della Kaius è chiaro. BMC non ha cercato la gravel universale, capace di adattarsi a ogni utente. Ha lavorato a una macchina da gara molto verticale, costruita attorno a tre pilastri precisi: aerodinamica, leggerezza e rigidità, con un comfort calibrato per essere funzionale alla velocità più che al lungo cicloturismo contemplativo. Una scelta coerente con la traiettoria del gravel race contemporaneo, ma che richiede al potenziale acquirente la consapevolezza di acquistare un mezzo specialistico, costruito attorno alle esigenze di chi pedala con un dorsale sul retro della maglia. Per chi corre, e corre davvero, l’asticella si è alzata di un’altra tacca.





