Dopo una lunga storia in Coppa del Mondo, il marchio svizzero non avrà più una squadra ufficiale di cross-country dal 2027. Al suo posto arriva un programma off-road che guarda soprattutto alle grandi serie gravel internazionali.
Il 28 ottobre BMC ha annunciato la chiusura del BMC Factory Racing. Con il suo team ufficiale di cross-country olimpico lascia anche la Coppa del Mondo XCO. Al mondo delle ruote grasse la notizia arriva solo adesso, ma atleti e staff la conoscevano dalla primavera 2026. La comunicazione ufficiale è rimasta in attesa per tutta la stagione e il calendario della squadra si è chiuso regolarmente.
Si chiude così un’esperienza che per il marchio di Grenchen ha significato molto. Nella sua storia il team ha avuto in maglia vincitori di prove di Coppa del Mondo e campioni del mondo. Nell’ultima stagione il roster era formato da quattro atleti élite. Loana Lecomte era arrivata nel 2025 e i francesi Jordan Sarrou e Titouan Carod sono veterani del circuito. Il quarto era lo svizzero Luke Wiedmann, 23 anni, il più giovane del gruppo. Per ora nessuno di loro ha annunciato la squadra del 2027.
Una stagione in salita
I risultati delle ultime stagioni non hanno aiutato. Il 2025 era stato deludente, con diversi ritiri e piazzamenti lontani dalle attese, e la squadra aveva chiuso l’anno al 26° posto del ranking UCI per team. Le tappe di Coppa del Mondo garantiscono l’accesso automatico solo alle prime quindici. BMC ha dovuto quindi aspettare una delle cinque wildcard che l’organizzatore assegna a propria discrezione. L’invito è arrivato e il team ha corso il circuito 2026, ma il segnale era già chiaro.
Nel comunicato BMC non cita motivi economici. Parla invece di una riorganizzazione degli investimenti sportivi e di un “cambio di focus” nel marketing. Amaël Moinard, responsabile del marketing sportivo, ha definito la gestione di una squadra factory di mountain bike “un viaggio incredibile”, fatto di vittorie, emozioni e continuità. Ha ringraziato atleti e partner e ha anticipato nuove collaborazioni per il 2027, che saranno annunciate nelle prossime settimane. Tra i partner tecnici del 2026 ringraziati dal marchio ci sono Shimano, Öhlins, Pirelli, Duke Wheels, Prologo, ABUS, Facom, Motul e Gsport.”
Non è un caso isolato
La scelta di BMC si aggiunge a una tendenza che nel cross-country di vertice ormai si vede bene. A maggio Cannondale aveva annunciato la chiusura della propria struttura ufficiale XCO a fine 2026. In autunno Lapierre ha chiuso all’improvviso il suo team a causa delle difficoltà finanziarie del marchio. Secondo indiscrezioni del settore, almeno un’altra squadra factory starebbe valutando la stessa strada.
Questa uscita di scena ha più di una causa. Il nuovo assetto della Coppa del Mondo, gestito dalla UCI insieme al promoter privato, ha fatto crescere costi e complessità logistiche. Gli atleti senza una squadra ufficiale fanno sempre più fatica a stare nel circuito. Per un costruttore il conto è presto fatto. Una squadra XCO costa molto e la visibilità resta concentrata in poche date. Il gravel invece offre eventi molto seguiti, un pubblico in crescita e un legame più diretto con le bici che gli appassionati comprano davvero.
Il nuovo programma off-road
L’aspetto più rilevante per chi segue il gravel è proprio questo. BMC non lascia il fuoristrada ed anzi dichiara di voler rafforzare gli investimenti sugli atleti off-road. Lo farà con un nuovo programma pensato per sostenerli mentre queste discipline diventano sempre più professionistiche. Il comunicato nomina tre circuiti: Gravel Earth, il Lifetime Grand Prix e la Nordic Gravel Series. Con quest’ultima la collaborazione è già avviata. L’obiettivo è una presenza più forte nelle grandi serie internazionali di gravel e mountain bike.
Restano però molte domande aperte. Il marchio non ha ancora detto quali atleti faranno parte del programma, né se si tratterà di una squadra strutturata o di un sostegno a singoli corridori. Non sono noti nemmeno il budget e la durata degli accordi. È plausibile che alcuni nomi del team XCO passino al gravel, come hanno già fatto molti specialisti del cross-country negli ultimi anni, ma al momento non c’è nulla di ufficiale.
Per BMC ha comunque senso dal punto di vista commerciale. Kaius e URS sono due dei modelli gravel più visibili del catalogo, il primo pensato per la competizione e il secondo con un’impostazione più vicina all’avventura. Portarli sulle start line di Unbound, di Gravel Earth o delle prove nordiche significa mostrarli proprio a chi li può comprare.
Il cross-country non scompare del tutto
Il legame con il cross-country resta, ma diventa più piccolo. BMC continuerà a sostenere il Bike Team Solothurn, la squadra svizzera che da anni lavora sulla formazione dei giovani e da cui sono usciti diversi biker di livello internazionale. È una scelta coerente: il marchio continua a seguire i futuri talenti senza i costi di una struttura in Coppa del Mondo.
La strada e il ciclismo femminile
L’altra novità riguarda la strada. BMC entrerà nel professionismo femminile, un passo che lo stesso marchio definisce “atteso da tempo”. Oggi le bici svizzere non sono presenti nel gruppo femminile né nel Women’s WorldTour né nel ProTour. L’azienda ha detto chiaramente di voler correre i Grandi Giri sia maschili sia femminili. Il nome della squadra femminile non è ancora stato comunicato e la presentazione ufficiale è annunciata a breve.
Nel settore maschile resta il Tudor Pro Cycling, che BMC considera la sua squadra di punta. Secondo il comunicato, la nuova strategia permetterà di dedicarle ancora più energie.
Cosa cambia
In sintesi, un marchio con una lunga tradizione nel cross-country di vertice lascia la Coppa del Mondo, sposta risorse sul gravel e entra nel ciclismo femminile su strada. Per il circuito XCO, che quest’anno ha già perso Cannondale e Lapierre, la notizia non è buona. Per il gravel invece conferma una direzione già chiara: i costruttori considerano le grandi serie internazionali un investimento più redditizio della mountain bike olimpica. Per sapere chi correrà con le bici svizzere bisognerà aspettare gli annunci delle prossime settimane.
Ci vediamo sugli sterrati.
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