Alexey Vermeulen ed ENVE
Matrimonio a Vita grazie al gravel...
Nel ciclismo moderno, dove i contratti si firmano spesso con il cronometro in mano e lo sguardo già rivolto alla stagione successiva, la notizia che arriva dagli Stati Uniti ha il sapore di qualcosa d’altri tempi, eppure proiettato nel futuro. Alexey Vermeulen ha deciso di legare il suo nome a quello di ENVE fino alla fine della sua carriera agonistica. Non è solo un accordo di sponsorizzazione, ma una dichiarazione d’intenti che ci racconta molto di come sta cambiando il professionismo nel mondo delle corse off-road.
La storia di Alexey è quella di una rinascita sportiva esemplare. Molti lo ricordano ancora con la maglia della LottoNL-Jumbo, un giovane talento americano catapultato nel WorldTour europeo tra le Classiche del Nord e l’asfalto rovente dei Grandi Giri. Ma la strada, nella sua forma più tradizionale, a un certo punto gli è andata stretta. Invece di rincorrere un contratto in squadre minori, Vermeulen ha scelto la libertà del “privateer”, tornando oltreoceano proprio mentre il movimento gravel racing stava esplodendo.
Oggi, vederlo dominare gare massacranti come la Belgian Waffle Ride o lottare per il podio nel Lifetime Grand Prix, ci restituisce l’immagine di un atleta completo. Ha mantenuto il “motore” da stradista di alto livello, aggiungendo una sensibilità tecnica e una resilienza che solo la terra e le lunghe ore in solitaria sanno dare.
Il rinnovo con ENVE è il premio a questa costanza: per un marchio che ha fatto della ricerca dell’eccellenza nei materiali il proprio mantra, avere un feedback continuo da un atleta che spinge i prodotti al limite è un valore inestimabile.
La ENVE MOG, l’arma totale di Alexey
Se c’è una bicicletta che rappresenta questa unione, è senza dubbio la ENVE MOG. Non chiamatela semplicemente “bici da gravel”; è un laboratorio su due ruote che Alexey ha contribuito a rifinire chilometro dopo chilometro.
La ENVE MOG si distingue per un telaio in carbonio che sposta i limiti dell’integrazione. Il design è estremamente pulito grazie al sistema IN-Route, che nasconde completamente i cavi all’interno del cockpit e del telaio. Questo non solo migliora l’aerodinamica, ma protegge i componenti meccanici da fango, polvere e detriti, elementi costanti nelle gare endurance.
La vera anima della MOG risiede però nella sua geometria: un interasse generoso che garantisce stabilità nelle discese tecniche e veloci, senza sacrificare la reattività nei rilanci. Uno dei punti di forza che Alexey sfrutta maggiormente è la versatilità del telaio, che include il Cargo Bay, un vano integrato nel tubo obliquo per stivare attrezzi e ricambi, ottimizzando la distribuzione dei pesi.


Tecnicamente, la MOG impressiona per il passaggio ruota: permette di montare coperture fino a 700c x 50mm, una scelta fondamentale per le gare più estreme dove il comfort si traduce direttamente in velocità sulla lunga distanza. A completare il setup di Vermeulen ci sono le ruote ENVE della serie G o SES e il manubrio G Series Gravel Bar, con un “flare” accentuato per un controllo superiore nei tratti più sconnessi.


Il binomio Vermeulen-ENVE è la sintesi perfetta del gravel moderno: tecnologia allo stato dell’arte al servizio di un atleta che ha saputo riscoprire la gioia di correre lontano dall’asfalto, scrivendo una nuova, lunghissima pagina di storia del ciclismo.




