Airbag anti-caduta
Da Castelli e Soudal una tecnologia che guarda anche al gravel
Alla vigilia del Tour de France, Castelli, Soudal Quick-Step e AG Insurance Soudal hanno annunciato una collaborazione con la startup italiana RAGAZ per lo sviluppo di un nuovo sistema di protezione anticaduta con airbag integrato. Il progetto, pensato inizialmente per il gruppo professionistico su strada, apre interrogativi interessanti anche per chi pratica gravel, dove l’assenza di ammiraglie al seguito e la distanza dai soccorsi rendono la sicurezza personale un tema ancora più centrale.
Un sistema pensato per la colonna vertebrale
Il prototipo, sviluppato da RAGAZ in collaborazione con Castelli, è progettato specificamente per proteggere la colonna vertebrale del ciclista in caso di caduta. La tecnologia si integra nell’abbigliamento ad alte prestazioni senza compromettere comfort, libertà di movimento e aerodinamica, elementi imprescindibili per l’uso in competizione ma altrettanto rilevanti per chi percorre lunghe distanze su sterrato.
Secondo quanto riportato da Castelli, la scelta di investire su questa tecnologia nasce dalla volontà di affrontare direttamente il tema delle lesioni spinali che negli ultimi anni hanno colpito diversi professionisti del gruppo, casi che il pubblico appassionato ricorda bene e che hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza in gara.
Le caratteristiche tecniche
Il sistema RAGAZ punta su una struttura ultraleggera, che secondo i dati diffusi da Castelli pesa all’incirca quanto due gel energetici, evitando quindi l’ingombro e il peso dei tradizionali dispositivi di sicurezza. Il tempo di gonfiaggio dichiarato è di 200 millisecondi, mentre uno sgonfiaggio automatico controllato evita che un’attivazione accidentale limiti permanentemente l’attività del ciclista durante l’uscita. Il dispositivo è inoltre ricaricabile e completamente rimovibile dagli indumenti, per consentirne il lavaggio senza complicazioni logistiche.
Va precisato che questi valori tecnici provengono dal comunicato diffuso da Castelli e non risultano al momento verificati da enti indipendenti o da test comparativi pubblici.
Perché interessa anche il mondo gravel
Nel gravel, dove il ciclista affronta tratti isolati, fondi sconnessi e spesso lunghe ore senza assistenza diretta, un sistema di protezione spinale leggero e discreto rappresenterebbe un salto di qualità significativo rispetto ai dispositivi rigidi attualmente diffusi tra gli amatori. La differenza rispetto al contesto World Tour è sostanziale: chi corre o pedala in gravel raramente può contare su un’ammiraglia a pochi metri e su un’assistenza medica immediata, motivo per cui l’autosufficienza in caso di caduta resta un tema di sicurezza reale, non solo sportivo.
Al momento la collaborazione tra Castelli, Soudal Quick-Step, AG Insurance Soudal e RAGAZ si concentra sulla valutazione tecnica e sullo sviluppo rapido del prototipo in ambito professionistico su strada. Non sono stati annunciati tempi né modalità per un’eventuale declinazione del sistema verso l’abbigliamento gravel o amatoriale, ma il percorso già intrapreso da Castelli nel segmento gravel con la linea Rossocorsa lascia intendere che un’estensione futura non sia da escludere.
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