Era il luglio del 2024 quando vi avevamo portato alla luce la tecnologia di GRAAVA. Non era ancora così famosa perchè utilizzata a scopo di test, lo è diventata nel 2025 quando è stata utilizzata ufficialmente dal team Visma Lease a Bike durante la Roubaix. 👇👇👇
Il settore del ciclismo sta attraversando una tempesta perfetta e, purtroppo, a farne le spese è una delle innovazioni più interessanti degli ultimi anni. Gravaa, l’azienda olandese che aveva stupito il mondo con il suo rivoluzionario sistema di gestione della pressione degli pneumatici on-the-go, ha ufficialmente dichiarato fallimento.
Un’idea troppo avanti per i tempi?
Avevamo iniziato a parlarvi di Gravaa nel 2024, seguendo con curiosità lo sviluppo di un prodotto che sembrava il “Sacro Graal” per i ciclisti gravel e marathon: ruote in carbonio dotate di mozzi con pompa miniaturizzata ad alta pressione integrata.
Il funzionamento era pura ingegneria meccanica: sfruttando la rotazione della ruota stessa, il sistema permetteva di gonfiare o sgonfiare i copertoni tramite un comando wireless al manubrio. Una soluzione perfetta per passare dall’asfalto scorrevole allo sterrato tecnico senza mai scendere di sella, ottimizzando la trazione e riducendo la resistenza al rotolamento.
I motivi del crack
Nonostante il debutto nel professionismo — ricordiamo il team Visma-Lease a Bike che ha testato il sistema in gare iconiche come la Parigi-Roubaix — i numeri non hanno dato ragione all’azienda. Un portavoce di Gravaa, in un’intervista rilasciata a Road.cc, ha spiegato che, sebbene la produzione nei Paesi Bassi fosse partita positivamente lo scorso anno, il volume degli ordini non è stato sufficiente a garantire i margini di profitto necessari per sopravvivere in un mercato saturo e in crisi di liquidità.
“Le condizioni di mercato attuali rendono estremamente difficile per le startup tecnologiche scalare la produzione e competere su larga scala,” hanno ammesso dall’azienda.
C’è ancora speranza?
Non tutto è perduto. Nonostante la procedura fallimentare, Gravaa ha confermato che diversi player del settore ciclistico hanno già mostrato interesse per l’acquisizione della tecnologia e dei brevetti. È molto probabile che vedremo i mozzi Gravaa rinascere sotto un altro marchio, magari integrati in un ecosistema più ampio di un colosso della componentistica.
Il fallimento di Gravaa è un segnale d’allarme per l’intero comparto: l’innovazione è vitale, ma in questo 2026 il mercato sembra premiare più la solidità finanziaria che l’audacia tecnica.




