3T Ultra² Italia
La gravel da avventura pensata per chi non si ferma
La scuderia bergamasca di Presezzo allarga la propria gamma con un nuovo modello che ridefinisce il concetto di bicicletta per lunghe distanze. La 3T Ultra² Italia è la risposta del marchio tricolore a chi cerca una piattaforma versatile, capace di muoversi con disinvoltura tra il bikepacking di più giorni, i trail tecnici di montagna e le competizioni ultra-distance, senza rinunciare all’identità produttiva che da anni contraddistingue 3T nel panorama del ciclismo off-road.
Un nuovo metodo costruttivo: il Fusion Carbon
La novità più rilevante introdotta dalla Ultra² Italia riguarda il processo produttivo. 3T ha sviluppato il Fusion Carbon, un metodo costruttivo ibrido che combina le tecnologie proprietarie già alla base della produzione Jazz Carbon — il filament winding a secco e il Resin Transfer Moulding (RTM) — con elementi semplificati dei processi più tradizionali. L’obiettivo dichiarato è duplice: preservare i vantaggi strutturali tipici delle fibre continue e al tempo stesso migliorare l’efficienza produttiva, rendendo accessibile a una platea più ampia di ciclisti la qualità Made in Italy di 3T.
La produzione rimane a Presezzo, in provincia di Bergamo, dove dal 2018 il marchio ha scelto di riportare in Italia la manifattura dei propri telai in carbonio. Un punto di orgoglio identitario che la Ultra² Italia porta avanti con coerenza, posizionandosi come il primo telaio 3T realizzato con questa nuova tecnologia ibrida.
Suspension ready: una filosofia, non un optional
L’elemento tecnico che più caratterizza la Ultra² Italia rispetto al resto della gamma gravel di 3T è la predisposizione nativa per la forcella ammortizzata. Non si tratta di una compatibilità accessoria, ma di una scelta progettuale integrata nel DNA del telaio. La bicicletta è stata concepita sin dall’inizio per funzionare in maniera ottimale sia con forcella rigida che con la DT Swiss F 132 ONE, una forcella specifica per il gravel con 40 mm di escursione e blocco remoto al manubrio.
Le implicazioni sul piano pratico sono significative. Con la forcella ammortizzata, il telaio accetta pneumatici fino a 50 mm WAM (Width As Measured, la misura reale rilevata, non quella nominale); passando alla configurazione con forcella rigida e trasmissione 1x, il vano ruota sale fino a 57 mm WAM. La differenza di peso tra le due configurazioni è stimata in circa 1 kg, un dato che orienterà le scelte in funzione del terreno e delle priorità del rider.
Geometria da avventura: più stack, più controllo
La Ultra² Italia occupa nella gamma gravel 3T la posizione più orientata al comfort e alla gestibilità su distanze elevate. Il confronto più immediato è con la Extrema Italia: il reach rimane invariato nelle taglie corrispondenti, ma lo stack è aumentato di 10 mm, portando la posizione di guida verso una verticalità più sostenibile nelle lunghe ore in sella.
La tabella geometrica evidenzia valori pensati per la stabilità. Il rear center è costante a 437 mm su tutte e quattro le taglie (S, M, L, XL), così come il BB drop fisso a 76 mm e l’angolo del tubo sella a 73 gradi. Il reach parte da 360 mm in taglia S per arrivare a 384 mm in XL; lo stack scala da 560 a 620 mm. L’head angle varia da 69 gradi nella S a 72 gradi nella XL, garantendo una progressione coerente nella reattività dello sterzo al crescere delle dimensioni del telaio.
Il piantone è di sezione rotonda da 27,2 mm, una scelta precisa che apre alla compatibilità con reggisella telescopici e con unità ammortizzate, ulteriore strumento per modulare il comfort nelle discese tecniche.
Integrazione pratica: storage, attacchi e connettività
La Ultra² Italia integra un vano portaoggetti interno nel tubo obliquo, accessibile tramite chiusura Fidlock. La forma del tubo garantisce continuità aerodinamica pur ospitando questo spazio interno, pensato per attrezzi e accessori di emergenza. 3T ha progettato in abbinamento una borsa dedicata in neoprene firmata Miss Grape, che mantiene il contenuto stabile ed elimina i rumori durante il trasporto.
Sul piano degli attacchi, il telaio offre numerosi punti di fissaggio per borse, portapacchi e parafanghi. La forcella dispone di tre supporti per lo stelo e del passaggio interno per i cavi dinamo, dettaglio che rivolge un pensiero concreto a chi usa questo tipo di bicicletta per lunghi viaggi in autonomia o in zone remote.
La compatibilità con i gruppi è ampia e copre le principali tecnologie di trasmissione: wireless elettronico 1x, Shimano GRX Di2 2x12, Campagnolo 2x13, meccanico 1x e GRX meccanico 2x12. Le corone accettate vanno dal 34T al 44T in configurazione 1x, mentre in 2x i rapporti supportati arrivano fino al 48/31T.
Allestimenti e prezzi
3T propone la Ultra² Italia in una gamma articolata di configurazioni, che parte dal solo frameset e arriva alle biciclette complete più elaborate. Il frameset con forcella rigida è disponibile a 3.998 euro; la versione con la forcella ammortizzata DT Swiss F 132 ONE inclusa sale a 4.998 euro.
Le biciclette complete partono da 4.999 euro per la versione con gruppo Shimano GRX meccanico 1x12. La configurazione con SRAM Rival/GX AXS 1x12 e quella con GRX Di2 1x12 sono proposte entrambe a 5.899 euro. Aggiungendo la forcella DT Swiss F 132 ONE, la GRX meccanica sale a 5.999 euro, mentre le versioni con AXS e Di2 raggiungono 6.898 euro. Gli allestimenti con ruote in carbonio 3T Discus 45|40 portano il prezzo a 6.999 euro, mentre le configurazioni più complete — con trasmissione elettronica, ruote in carbonio e forcella ammortizzata — raggiungono i 7.999 euro.
Le colorazioni disponibili comprendono Avorio, Bamboo, Glicine e Lavico, tutte declinate in una palette che richiama l’estetica essenziale e riconoscibile del brand bergamasco.








